Pasquale Forte, dopo anni nel mondo dell'ingegneria elettronica, si è dedicato alla campagna a Castiglione d'Orcia, dove la natura prospera grazie alla biodinamica. Seguici anche su Facebook Il paesaggio è di quelli che tolgono il fiato, per bellezza e magia. Annidato così profondamente nelle pieghe della campagna toscana, che i più lo conoscono (e riconoscono) solo attraverso le immagini di film e pubblicità. Macchine sportive e spaghetti, belle donne e formaggi pregiati: le onde d'erba alternate a boschi millenari sono il set ideale per raccontare la grande bellezza dell'Italia rurale. La primavera non è stata benigna, con queste zone. E l'inizio estate altrettanto. Poca pioggia, anzi, quasi nulla. I temporali degli ultimi giorni hanno dato un qualche sollievo, ma che pena vedere le piante seccare sotto un sole irrimediabile, il verde deprimersi fino a diventare un giallo vizzoso, malato. Eppure, nel Podere Forte di nome e di fatto il verde resiste, le vigne crescono, il grano giganteggia nelle sue varietà rustiche, che sono alte almeno il doppio rispetto ai cereali delle coltivazioni intensive. Il miracolo di Castiglione d'Orcia, miracolo non è. Semplicemente, il proprietario del podere, Pasquale Forte, ha deciso fin dall'inizio vent'anni fa di condurre l'azienda secondo i principi dell'agricoltura biodinamica. Che significa niente trattamenti chimici, a fronte di una terra resa fertile e robusta dai compost naturali, lavorata con mano leggerissima per non compattarla e permettere alle radici di cercare l'acqua in profondità. E poi le piante fittonanti, che fungono da rete di contenimento sotterraneo ed evitano le erosioni, le trappole ormonali e gli insetti antagonisti paracadutati coi droni, campi e vigne solcati da piccoli canali in pietra che raccolgono e convogliano l'acqua piovana nei laghetti a fondo valle. Così, mentre altrove la natura soffre, qui prospera. Farfalle, api e libellule lo testimoniano senza possibilità di errore. Pasquale Forte non è un semplice imprenditore agricolo, pur visionario e innamorato della sua terra, piuttosto una di quelle storie da self made man che fanno impazzire gli americani. Nato quasi settant'anni fa in Calabria in una famiglia di proprietari terrieri strapazzati dalla vita, si è ritrovato adolescente immigrato nella provincia di Como, studente lavoratore, diplomato alla mitica scuola RadioElettra. Un piccolo genio dei circuiti stampati, da vendere ai mobilieri che inserivano le radio nelle testate dei letti (i lussi degli anni '60!). Un collaboratore, poi un altro, infine la nascita della Eldor, Elettronica Orsenigo Dalle radioline ai motori elettrici per le auto ibride, il passo è stato lunghissimo e senza tentennamenti. Duemilatrecento dipendenti, cinque centri produttivi in giro per il mondo, quasi duecento milioni di fatturato fanno oggi da sfondo alla laurea honoris causa in ingegneria elettronica, attribuitagli dal Politecnico di Milano. Successo, soldi, l'orgoglio del riscatto sociale e la sicurezza di un futuro radioso. Ma le radici contadine non si recidono facilmente. Messa in ampia sicurezza l'azienda, Forte ha cominciato a cercare il proprio personalissimo paradiso. L'ha trovato a metà degli anni '90, ripiegato tra i ruderi del Podere Petrucci. "Un amore a prima vista, una sorta di folgorazione, un richiamo, un senso di appartenenza e di casa. Per chi come me passa la vita in viaggio, una sensazione immediatamente trasformata in legame. Una terra a serio rischio di abbandono ma dalle immense potenzialità, che sembrava mi aspettasse e mi chiedesse di prendermene cura, facendola rivivere insieme al piccolo borgo di Rocca d'Orcia". L'ennesima visione illuminata. Meno di dieci anni dopo l'acquisto del podere, la Val d'Orcia è diventata Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco. Il paradiso di Forte vanta quasi trecento ettari tra Castiglione e San Quirico, tra vigne, seminativi, boschi, oliveti, pascoli e giardini. Dove vacche Chianine e maiali di Cinta Senese vivono allo stato semibrado, i pollai sono nomadi perché le galline stiano sempre nell'erba fresca, gli alveari vengono mossi tra castagni e abeti. Poi c'è il vino. Sangiovese e Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot. Uve coltivate in biodinamica, con rese che non superano i 35 quintali per ettaro, come solo certi Nebbiolo da Barolo. La pigiatura è fatta con i piedi, non esistono pompe, il mosto è spostato per caduta, le assi per le botti vengono selezionate in Francia, invecchiate all'aria aperta, tostate in modo naturale. In vigna e in cantina, le consulenze arrivano direttamente dalla Borgogna. Nascono così etichette come il Guardiavigna, che Alessandro Masnaghetti - per anni curatore della guida vini Espresso già nel 2000 aveva inserito tra i migliori venti vini italiani, e il Petrucci, un nettare di Sangiovese che sfiora i duecento euro a bottiglia. Nei giorni in cui Slow Food denuncia l'ennesima vergogna agricola, con i pomodori da passata pagati meno di dieci centesimi al kg, rese da 900 quintali per ettaro e caporalato in grande spolvero, al Podere Forte si mettono a punto nuove metodiche di laboratorio come la "cristallizzazione sensibile", che valuta qualità ed energia vitale di suoli, foglie e frutti. L'obbiettivo "fare agricoltura come duemila anni fa, essendo duecento anni avanti" è considerato impossibile da realizzare se non conciliando uomo e natura. Forte lo sostiene da tempo: "Ogni angolo della Terra ci è stato dato in prestito. Non basta restituirlo alle generazioni future intatto. Abbiamo la responsabilità di renderlo migliore: questa è la nostra idea di spiritualità".
la Repubblica
5 Luglio 2017
Podere Forte: lungimiranza e forza nella campagna toscana, tra vigneti e animali in libertà
LI
Licia Granello
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
L'Espresso · 8 Feb 2019
Miracolo a Reggio. Bronzi, la rivincita
Corriere della Sera · 4 Feb 2017
Turismo, se il Sud arranca chi ama l'Italia deve dirlo
Fonte non specificata · 6 Lug 2015
Expo: prestiti opere d'arte pisane. Aggiornamento di Lorenzo Carletti
Il Messaggero · 6 Lug 2015
Biblioteche, è rivoluzione
Corriere della Sera · 8 Lug 2015
Roma. Cemento ai Fori: questo restauro dimentica la storia
Italia Oggi · 8 Lug 2015
Una tassa sul turismo per finanziare le città metropolitane
il Sole 24 Ore · 8 Lug 2015
Anci: dare priorità alla rigenerazione nella legge sul suolo Urbanistica. Avviata ieri la discussione sul documento
Corriere della Sera · 9 Lug 2015
Milano. Il contemporaneo invade Brera
Corriere della Sera · 9 Lug 2015
Milano. Così un museo racconterà il design
Corriere della Sera · 9 Lug 2015
Fondi per la Cultura: Roma non spende
www.edilportale.com · 10 Lug 2015
ROMA-Dal Mibact 28 milioni di euro per i beni culturali
www.arezzoweb.it · 10 Lug 2015
MILANO-Expo: dal restauro 'energia' per la vita del manufatto
Il Giornale dell'Arte · 10 Lug 2015
L'arte sui giornali. La rassegna stampa di oggi
Eddyburg · 10 Lug 2015
MILANO-I falchetti del quartierino
www.italianostra.org · 10 Lug 2015
CALABRIA-Demolizione storico ponte in ferro S. Eufemia d'Aspromonte
la Repubblica · 8 Lug 2015
Gli italiani si "astengono" dalla cultura. Ma la spesa torna a crescere
la Repubblica · 9 Lug 2015
"Meno soldi ma più pubblico" Federculture, rapporto sulla crisi
la Repubblica · 8 Lug 2015
Rifugi di cultura Teatro e storia sulle montagne
la Repubblica · 7 Lug 2015
Milano, rivive Cascina Sant'Ambrogio con orti, filosofia e coworking
Il Tirreno · 9 Lug 2015
Scavi di San Gaetano: partito il camp estivo dei giovani archeologi