IL DOSSIER IL RAPPORTO "ECOMAFIA" DI LEGAMBIENTE COLLOCA LA SICILIA AL SECONDO POSTO NELLA CLASSIFICA DEGLI SCEMPI SCOPERTI In Sicilia, nel 2016, sono stati commessi più di otto reati al giorno contro l'ambiente, compresi domeniche e festivi. I dati dell'ultimo dossier di Legambiente confermano l'Isola seconda solo alla Campania nella classifica delle regioni ostaggio delle ecomafie, con 3.084 crimini accertati. E Palermo si piazza al quinto posto tra le province italiane più colpite, con 811 illeciti. Un rapporto con luci e ombre che mostra l'aumento delle denunce e delle sanzioni, grazie all'inserimento dei delitti ambientali nel codice penale, ma accende i riflettori sul grande business degli incendi boschivi, in aumento rispetto allo scorso anno. Su questo fronte il 2016 è stato l'anno in cui più si è infittita l'attività investigativa: con 735 reati (il 15 per cento in più), 14 denunce e due sequestri, l'Isola è al terzo posto in Italia dopo Calabria e Campania. «Per questo dice il presidente regionale dell'associazione, Gianfranco Zanna stiamo pensando di proporre alle procure di applicare ai piromani l'aggravante del reato di ecomafia». Crimini contro l'ambiente che spesso coinvolgono colletti bianchi e imprenditori: la Sicilia è quarta nel numero di inchieste per corruzione in campo ambientale. Nel 2016 è finito nei guai il funzionario regionale Salvatore Rando, pizzicato a intascare una tangente per oleare la pratica di un imprenditore ragusano nel settore del fotovoltaico, mentre risale a maggio di quest'anno il sequestro di beni per il re dell'eolico di Trapani, Salvatore Angelo, che i magistrati ritengono in affari con il superlatitante Matteo Messina Denaro. Tra i primati negativi anche il "mattone selvaggio": con settecento manufatti abusivi per chilometro quadrato la Sicilia è in testa con la Puglia, nonostante le demolizioni (accompagnate da uno strascico di polemiche) che recentemente sono state imposte a Licata o nella Valle dei templi. Eppure il numero di infrazioni scoperte è in diminuzione: con 211 contestazioni, 215 persone denunciate, 68 immobili cui le forze dell'ordine hanno apposto i sigilli, la Sicilia è nona in Italia. Secondo Gianfranco Zanna, una soluzione c'è: «Basterebbe archiviare l'assurda pratica delle sanatorie che periodicamente viene rispolverata e semplificare l'iter delle demolizioni». L'Isola detiene poi il record di reati contro gli animali. Bracconaggio, commercio illegale di specie protette, abigeato, allevamenti illegali, macellazioni in nero, pesca di frodo, combattimenti clandestini e maltrattamenti: dei tremila crimini commessi in Italia, un terzo (1.062) si sono consumati in Sicilia. Un altro capitolo del dossier "Ecomafia" presentato ieri a Roma riguarda il ciclo dei rifiuti: con 412 illeciti contestati, 628 persone denunciate e 173 sequestri, la regione si piazza al quinto posto dopo Campania, Puglia, Lazio e Calabria. Non conosce crisi anche il settore dell'archeomafia, che gestisce gli scavi clandestini e le razzie nei siti archeologici, per poi piazzare i pezzi sul mercato clandestino: sono 47 le opere d'arte e gli oggetti rubati. Numeri che regalano alla Sicilia il quinto posto in Italia, dopo Lazio, Toscana, Campania e Piemonte.