Il volto del Maestro è ancora più pallido e intenso al tempo stesso. Nella luce fioca del sotterraneo blindato, nei sotterranei della Biblioteca Reale, l'Autoritratto di Leonardo scruta pensoso, fresco di restauro, l'orizzonte: il tratto a sanguigna finalmente libero dalle ingiurie del tempo, è un inno all'Uomo. Magnetico da togliere il fiato, i torinesi e i turisti che sino al 15 settembre visiteranno la mostra «Intorno a Leonardo», come ha fatto notare il direttore della Biblioteca Reale Giovanni Saccani, «non l'avranno mai visto così in forma». L'Autoritratto, di quell'uomo anziano, con barba e capelli lunghi e canuti, identifica in tutto il mondo il Genio fiorentino. E l'icona è il fulcro di una mostra che vale il viaggio a Torino, ma rispetto a due anni fa - quando il capolavoro fu esposto a Palazzo Madama - ci sono parecchi protagonisti in più, a rendere la visita irrinunciabile. Nel sotterraneo blindato rimesso a nuovo dalla Consulta per la valorizzazione dei Beni artistici e culturali sono esposti oltre quaranta disegni rinascimentali firmati da maestri come Raffaello, Michelangelo e il Parmigianino. Una collezione di disegni frutto degli illuminati acquisti del re di Sardegna Carlo Alberto. Un primo passo verso le celebrazioni che nel 2019 ricorderanno Leonardo a cinquecento anni dalla morte. I disegni esposti corrispondono ad altrettanti artisti citati da Giorgio Vasari nelle sue «Vite», il «fil rouge» dell'esposizione: sono due le edizioni antiche custodite nella Biblioteca Reale. La prima fu stampata a Firenze da Lorenzo Torrentino nel 1550. Più tardi, nel 1568 Vasari diede alle stampe l'edizione giuntina, completa dei ritratti incisi degli artisti: di questa versione la Biblioteca possiede una sontuosa edizione in tre volumi, stampata a Roma nel 1759 con dediche al re di Sardegna Carlo Emanuele III e ai suoi figli Vittorio Amedeo e Benedetto Maria Maurizio. I volumi settecenteschi sono corredati di tavole che riproducono le opere più celebri di Michelangelo. I disegni scandiscono l'evoluzione dell'arte italiana secondo il racconto vasariano: dal Rinascimento toscano e veneto a Leonardo; maestri e allievi di Raffaello; Michelangelo e la prima Maniera a Firenze; il '500 tra classicismo e manierismo; Vasari e le sue omissioni. L'infilata di opere è notevole, e porta la firma di artisti del Rinascimento toscano e veneto come Francesco di Giorgio Martini e Marco Zoppo, poi un foglio attribuito alla fase giovanile di Raffaello e diverse opere di alcuni tra i suoi migliori allievi (Giulio Romano, Perin del Vaga), quindi uno studio di Michelangelo per il volto della Sibilla Cumana dipinta sulla volta della Cappella Sistina; uno dei rari disegni del veneziano Lorenzo Lotto. Elegantissimi i disegni del Parmigianino e di Andrea Schiavone esempi del Manierismo emiliano e veneto. Interessanti anche gli studi delle antichità romane racchiusi nel taccuino di Girolamo da Carpi.