Aperta col ministro la porta che li divideva. Biglietto integrato da 27 euro solo per i gruppi Dopo 146 anni cade il «muro» burocratico: Palazzo Vecchio e Uffizi diventano un museo unico. Il sindaco Dario Nardella, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ed il direttore degli Uffizi Eike Schmidt hanno infatti riaperto al pubblico il passaggio sopra via della Ninna che storicamente separava i due musei, uno di competenza comunale e l'altro statale. Una sorta di confine tra Stato e Comune eretto fin dal 1871. È il primo atto per la rinascita del «Percorso del Principe», il camminamento sopraelevato voluto da Cosimo I de' Medici e realizzato dal Vasari nel 1565, per consentire ai granduchi fiorentini di spostarsi senza pericoli dal palazzo del Governo, Palazzo Vecchio, alla loro residenza di Palazzo Pitti, camminando anche sopra al Ponte Vecchio. Le due porte, chiuse a chiave fino a ieri, sono state aperte da sindaco, ministro e direttore della Galleria, che di sono incontrati al «check point Charlie» per tagliare il nastro. Il nuovo ticket consentirà al pubblico di visitare autonomamente i due storici edifici e muoversi liberamente tra le straordinarie opere d'arte conservate al loro interno, con un unico vincolo, dettato da esigenze di sicurezza e limiti di affollamento (gruppi di massimo 25 persone): prenotare il passaggio e recarsi al suo ingresso, nella Camera Verde di Palazzo Vecchio, all'orario stabilito. Sarà possibile prenotare chiamando il call center di Firenze Musei al numero di telefono 055-294883. Il biglietto base costerà 27 euro, con le riduzioni di legge. Le visite andranno avanti fino al 14 gennaio, quando il corridoio appena inaugurato sarà chiuso per essere sottoposto a lavori di risanamento che dureranno due mesi. «Riapriamo una piccola porta simbolica, recuperiamo il grande progetto vasariano e lo mettiamo a disposizione di tutti, riunendo ciò che burocrazia e vicende politiche avevano diviso», dice il sindaco Nardella. «Il termine storico bisogna usarlo con una certa prudenza e parsimonia. Ma credo che in questo caso si possa dire veramente commenta Franceschini La prima volta che sono venuto a visitare Firenze da ministro della Cultura ho chiesto, con il sindaco, di riaprire queste due porte chiuse gelosamente a chiave dal Comune dagli Uffizi. Qui c'erano due scrivanie di lavoro, un ufficio, e abbiamo detto subito che dovevamo riaprire». Dunque, per il ministro, non si tratta soltanto di un fatto simbolico, visto che si ricongiungono due pezzi della Repubblica, il Comune e lo Stato. «E molto di più, perché davvero così si offre un'opportunità unica». Stiamo parlando, prosegue Franceschini, «di un percorso straordinario, incredibile, unico al mondo, che va dal giardino di Boboli a palazzo Pitti, attraversa gli Uffizi e con questo passaggio entra a Palazzo Vecchio». Certo, per ridare davvero vita al Percorso del Principe, adesso manca però il tratto più importante: i lavori per la messa in sicurezza del Corridoio Vasariano, oggi chiuso in attesa di risolvere la vicenda sulle uscite di emergenza. Tuttavia, il ministro rassicura sul rispetto dei tempi: «I lavori sul Vasariano sono già progettati e saranno realizzati nel più breve tempo possibile». Quando sarà riaperto il Vasariano? «I lavori saranno messi a bando e i cantieri dureranno pochi mesi». Infine un ultimo tema, il biglietto unico (e non integrato) tra Uffizi e Palazzo Vecchio. «In futuro spiega il direttore Schmidt ci sarà senz'altro, come più volte annunciato dal ministro e dal sindaco». E poi: «In questa prima fase sperimentale del piano di apertura, ci saranno solo gruppi prenotati che entreranno: bisogna fare le cose passo per passo».