Dopo Minini e Christo, il «Premio Romanino» di Pisogne sarà assegnato a Vittorio Sgarbi. Che però attacca: «Il premio Romanino a Christo è stata una caricatura. Cosa ha fatto lui per questi capolavori? Nessuno degli scalmanati della sua passerella è venuto qui ad ammirare questa chiesa». La prima volta di Vittorio Sgarbi è stata a undici anni. L'impeto del critico d'arte, le irruenze, l'attitudine alla fascinazione, le letture inedite di opere e siti culturali, la visione del patrimonio artistico come punto di forza e risorsa imprescindibile, insomma quell'universo di visioni e suggestioni a cui Sgarbi nel tempo ci ha abituati, erano ancora di là da venire. Eppure i germi della sua passione inesauribile per l'arte iniziano a sedimentare in quel periodo. Anni '60. Lui è uno studentello di Ferrara che un giorno grazie allo zio Bruno Cavallini, allievo di Roberto Longhi e coetaneo di Giovanni Testori, scopre il ciclo delle Storie della Passione in Santa Maria delle Neve a Pisogne. L'autore è Girolamo Romanino, artista grandioso e rivoluzionario, che seduce fra i primi proprio Testori (sua la nota definizione di «Cappella Sistina dei poveri»). Vittorio Sgarbi resta, come lui, affascinato dagli affreschi pisognesi. A colpirlo, come scriverà in seguito, «la sensazione di essere al centro della storia per l'intelligenza, la vivacità e la fantasia di un pittore che è più libero di chiunque». Il legame con il luogo si rinforza negli anni: lo visita più volte, ne scrive, coinvolge la sorella Elisabetta che realizza il film «La lingua dei furfanti». Romanino diventa quasi un artista «di famiglia». E la frequentazione elettiva non sfugge agli amministratori di Pisogne che sabato 8 luglio alle 20.30 assegneranno a Vittorio Sgarbi il «Premio Romanino», per la terza edizione di un riconoscimento già conferito al gallerista Massimo Minini e a Christo. Come ha accolto la notizia del premio? «Devo dire che non mi ha sorpreso. Era nell'aria già dallo scorso anno, quando incontrai il sindaco e si parlò dell'effetto Christo sulla zona del Lago d'Iseo. Lui disse che avevo ragione». Si riferisce alla polemica sulla visita mancata ai luoghi limitrofi all'installazione? «Diciamoci la verità: per paesi come Pisogne e Lovere è stata una disfatta. Di quel gruppo di scalmanati che passeggiavano sul ponte, nessuno è andato a visitare questi siti». Dunque una polemica a fin di bene? «La mia è una visione critica. Ribadisco quello che ho espresso allora: le istituzioni locali avrebbero dovuto trarre maggior beneficio sugli effetti del turismo collegato a Christo». A Christo è stato assegnato lo scorso anno il premio Romanino, quest'anno tocca a lei... «Il premio a Christo è una caricatura. Ma non per colpa sua. Vorrei sapere cosa ha fatto Christo per Romanino. Spero che almeno lo abbia visto». La sua presenza a Pisogne che funzione avrà? «Terrò una lezione su Romanino, sulla sua natura poetica. E proporrò agli amministratori di creare un nuovo evento come quello di Christo mirato alla valorizzazione di questa chiesa e dei luoghi vicini. Bisogna lavorare ancora molto sulla comunicazione». Dal canto suo, l'amministrazione di Pisogne proprio su questo versante intende rilanciare il patrimonio culturale della cittadina: eventi, mostre e rassegne, come spiega Federica Bonetti, assessore alla Cultura: «Stiamo lavorando per divulgare la conoscenza delle bellezze del nostro paese, che si hanno in casa ma non sempre vengono apprezzate dal punto di vista più adeguato. Pisogne come città dell'arte è uno dei progetti di promozione che ci vede più impegnati». Il clima è di entusiasmo, cui ha collaborato la recente presentazione degli affreschi ritrovati nell'adiacente chiesa di S. Nicola, attribuiti a Romanino. Ed ora il premio al noto critico d'arte: «Gli consegneremo il premio e poi la piastrella con il suo ritratto, realizzato dall'artista Perry Bianchini, che posizioneremo con lui sul lungolago di Pisogne. Poi lo porteremo a visitare anche la Torre del Vescovo: è meno conosciuta della chiesa di Santa Maria della Neve ma è uno dei simboli più significativa della nostra cittadina».