Più che una possibilità, per il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, è un dovere intervenire a favore del crowdfunding lanciato da Gallerie degli Uffizi, Corriere Fiorentino e Banca Federico Del Vecchio ( Gruppo Ubi Banca) finalizzato al restauro de I giocatori di carte di Bartolomeo Manfredi, l'ultimo quadro rimasto da recuperare dopo lo scoppio dell'autobomba di via Georgofili del 27 maggio del '93. A maggior ragione oggi che, per il 25mo delle stragi Falcone-Borsellino, il suo gemello, Il concerto, è andato in prestito, dagli Uffizi alla caserma Bonsignore-Dalla Chiesa di Palermo, proprio per commemorare quei morti. Sindaco, cosa pensa di questo asse Firenze-Palermo nel segno del sangue? «Penso che nei primi anni '90 Firenze e Palermo sono state l'obiettivo del colpo di coda della mafia. Nel '93, in particolare, Cosa Nostra ha sferrato due attacchi anomali. Uno a Firenze e dunque fuori dal suo territorio. L'altro a Palermo dove ha però alzato il tiro attaccando la Chiesa con l'omicidio di Padre Pino Puglisi (il 15 settembre ndr ). Due stragi diverse che segnavano il tentativo di usare una nuova strategia dopo le bombe a Capaci e in via D'Amelio. Dopo quella fase le cose sono cambiate». In che senso? «Prima Palermo era la Capitale della Mafia, e la sua classe politica ne era alla guida penso a quando a governare la città c'era Ciancimino oggi è la capitale della Cultura (nel 2018 ndr ). In mezzo c'è stato il grande attacco alle istituzioni, con quelle stragi, perché la mafia non si identificava più con le istituzioni. Quindi è arrivata la trattativa Stato-Mafia, che segnava un ulteriore indebolimento dell'organizzazione, giunta ad aver bisogno di scendere a patti con lo Stato. In questo percorso, nello stesso anno, ci sono state Firenze e Palermo unite dal sangue». E anche da una verità definitiva sulle stragi che tarda ad arrivare.... «Esattamente. Vale per Firenze e vale per Palermo. Pochi giorni fa Fiammetta Borsellino su Fanpage ha parlato molto chiaro. C'è stato il primo processo Borsellino, poi il bis, il ter e ora il quater. Sono state smontate le dichiarazioni di un pentito ma non si è arrivati ancora a conoscere la verità e la figlia del giudice lo ha voluto ricordare proprio ora che siamo alla vigilia del 25mo anniversario dalla strage di via D'Amelio.È una situazione che fa riflettere , che ti fa dire: ma dov'è stato lo Stato in tutti questi anni?». È la stessa domanda che ci si pone ancora qui a Firenze. Ora si è pensato anche di dare un segno tangibile di quanto sia importante alimentare la memoria di quei fatti accendendo i riflettori su quel quadro che è ridotto in condizioni terribili e che, fino a un po' di tempo, fa sembrava fosse irrecuperabile.... «Qualunque iniziativa che vada in questo senso è lodevole. Per questo io come Leoluca Orlando e come sindaco di Palermo voglio essere parte attiva di questo progetto»