Finalmente, stando a quanto scritto dai giornali, può partire il cantiere per il restauro della Torre Civica. Detta anche Torre di Piazza, la Civica si erge a fianco di Palazzo Pretorio. La costruzione è la testimonianza di un passato, antico e recente, di storia e di cultura civica. La parte risale al X o XI secolo e ha tutte le caratteristiche di un apparato militare urbano. La Torre pare sia stata sopraelevata almeno tre volte ed è alta 41,50 metri. Un simbolo per la città. Dopo l'incendio dell'agosto 2015, che distrusse le strutture in legno tra l'ottavo e l'undicesimo piano, facendo crollare il sostegno della «Renga», si temeva che tutto finisse nel dimenticatoio. Invece, ecco che l'amministrazione comunale ha approvato il progetto di restauro per il quale è prevista una spesa attorno ai 400.000 euro. L'obiettivo dichiarato, che approvo in toto, non è solo ripristinare il funzionamento degli orologi e il suono della campana, ma anche riaprire la Torre al pubblico. Il progetto prevede infatti la realizzazione di una nuova scala in acciaio che, partendo dall'ottavo piano e passando attraverso gli assi dei quadranti e le travi che si sono conservate, consentirà di raggiungere in totale sicurezza la cella campanaria, dove al centro verrà collocata la «nuova campana della Renga». Ma l'aspetto che mi piace di più, e qui voglio fare un plauso agli amministratori, è che la nuova scala è stata pensata per creare un punto panoramico da cui sia possibile avere una visuale a 360 gradi della città di Trento. Insomma, una ristrutturazione che a qualcuno potrà magari fare storcere il naso per via dell'investimento elevato, ma che alla prova dei fatti restituisce alla città un simbolo prezioso. Danilo Arnoldi, TRENTO Caro Arnoldi , La Torre Civica rappresenta l'identità della città, quindi bene ha fatto il Comune a prendersi tutto il tempo per addivenire a un restauro degno di nota. Non mi soffermo sull'esborso economico dell'operazione: ci sono situazioni in cui si deve andare oltre e guardare all'effetto pratico, ovviamente senza perdere di vista il conto economico che non deve però condizionare aprioristicamente le scelte, soprattutto se fatte in funzione della stessa città. Ristrutturare la Civica rientra nella sfera delle opere di primaria importanza, soprattutto oggi in cui l'identità di una città rischia di essere confusa unicamente con il folklore.