Pompei vale il plauso dell'Ue all'Italia. Franceschini: ora tocca anche ai privati Positivo il bilancio di Niessler, aperti i percorsi notturni negli Scavi Pompei. Un giorno di festa e per l'antica città conservata al patrimonio dell'umanità proprio da quell'eruzione che ne decretò la morte. Certamente anche un giorno di autocelebrazione per il Governo nazionale, rappresentato dai ministri ai Beni culturali Dario Franceschini e alla Coesione territoriale Claudio De Vincenti, che su Pompei ha sempre scommesso la faccia. Ma anche un giorno per sperare che il piccolo miracolo del Grande Progetto, ormai in dirittura di arrivo, che ha consentito il recupero e la messa in sicurezza di vaste aree degli Scavi, possa diventare il volano di sviluppo per l'economia di tutta l'area vesuviana circostante, la cosiddetta buffer zone, da Portici a Castellammare di Stabia. E quando tramonta il sole su questa giornata di festa e di speranza ecco l'incanto delle luci che consentiranno le visite notturne: il moderno percorso integrato, visivo e sonoro, è stato realizzato dall'Enel. E dopo il collaudo sarà accessibile già sabato prossimo. Poi aperto al pubblico il martedì e il giovedì, in sei turni a partire dalle 21, fino al 24 agosto. Si snoda dalle terme suburbane e attraverso porta Marina conduce al cuore della città antica, consentendo ai visitatori ( i gruppi saranno composti da 50-60 persone) attraverso sapienti giochi di luci e ombre, ma anche di rumori e suoni, di rivivere con consapevolezza sempre maggiore la realtà quotidiana di duemila anni fa. Prima dei ministri, all'atto conclusivo del Programma operativo internazionale destinato agli attrattori culturali, naturali e turismo, interviene Rudolf Niessler, il rappresentante dell'Unione europea che ha finanziato in misura rilevante gli interventi del Grande progetto. Le sue parole sono musica per le orecchie degli esponenti del Governo. «Vorrei sottolineare gli aspetti innovativi del Gpp soprattutto per quanto riguarda la governance. L'attuazione del progetto rappresenta una buona prassi da seguire. Per questo voglio congratularmi con tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione degli interventi». De Vincenti sottolinea l'importanza delle politiche di coesione e il ruolo dello Stato. «Non si potevano lasciare sole le Regioni. Pompei come Ercolano, Stabia, Torre Annunziata e naturalmente Napoli rappresentano grandi fattori di identità nazionale. Ora dobbiamo lavorare perché attorno ai siti e ai monumenti si crei una grande area di sviluppo». Ma la nuova fase non potrà ricalcare quella precedente. «Lo stato - ricorda Franceschini - non può certo costruire alberghi. Occorre dunque un'integrazione di risorse pubbliche e private. Credo che i risultati ottenuti a Pompei anche in termini di presenze servano a incentivare gli investitori». Tornando al Gpp, dei 76 interventi finanziati all'interno del sito archeologici, 64 sono stati ultimati e 9 sono in via di realizzazione. Le opere di messa in sicurezza e di restauro hanno consentito negli ultimi anni la riapertura al pubblico di ben 30 edifici antichi. Il complesso degli interventi ha comportato il finanziamento di 105 milioni. Prima di accendere le luci alla presenza del direttore generale dell'Enel, Carlo Tamburi, sottolineando il contributo della società in termini «di efficienza e di efficenza energetica fornito al sito archeologico», la delegazione governativa con il generale Luigi Curatoli e il suo predecessore Giovanni Nistria che hanno garantito legalità ed efficienza nell'attuazione del Gpp, visita i locali della Casa dei mosaici geometrici, parzialmente riaperta al pubblico, e altri ambienti venuti alla luce durante la presenza a Napoli del generale Championnet, da cui il nome. Guida d'eccezione il soprintendente Massimo Osanna. È anche la sua festa.