La lista dei gruppi organizzati e dei veneziani «in rivolta» a titolo personale è lunga una pagina. Tutti in corteo. Circa 2.500 abitanti del centro storico ieri hanno sfrattato per un paio d'ore i turisti che sciamavano fra calle e campielli. Residenti contro «invasori» hanno scandito lo slogan « Mi no vado via » (io non vado via). Si riferivano all'esodo forzato di molti residenti, a causa di una città diventata invivibile: mancanza di botteghe essenziali per la quotidianità, sostituite da venditori di paccottiglia ad uso del turismo «mordi e fuggi»; prezzi insostenibili di case e servizi, fino al problema del passaggio in Laguna della Grandi Navi. Intendiamoci, il turismo è importante per Venezia, ma non può diventare un macigno che calpesta le pietre di un sito patrimonio Unesco (criticata dai manifestanti per il suo interesse «tardivo» ai problemi della città). «Venezia è il mio futuro», era scritto sullo striscione alla testa del corteo, in partenza dall'Arsenale e diretto nei luoghi maggiormente presi d'assalto dai forestieri. «La scelta del 2 luglio per la manifestazione non è casuale», dice Marco Gasparinetti (professionista presso l'avvocatura dell'Unione Europea), alla guida del comitato organizzatore. «È trascorso un anno esatto dall'insediamento del sindaco Luigi Brugnaro. Ci aspettavamo ben altro da lui. Invece anche la nuova amministrazione si è rivelata deludente». In «Venezia è il mio futuro» si riconoscono oltre al gruppo 25 aprile, fondato da Gasparinetti, anche Italia Nostra e il Fai. Di più: gli stessi parteggiano per il referendum indetto per chiedere la separazione di Venezia da Mestre (e viceversa, vista dalla parte dei Comitati mestrini). «Il sindaco si è permesso di impugnarlo, nonostante la delibera approvata dalla Regione Veneto», sbotta Gasparinetti. Nel corteo la rappresentanza cittadina tocca tutte le età e gli strati sociali. Ci sono anche i contestatori del Comitato No Grandi Navi che hanno aderito alla protesta. «Famiglie, bambini, anziani, dai 6 agli ottant'anni. È una protesta trasversale di popolo», sottolinea Marco Gasparinetti. Per le istituzioni, si segnala la presenza del vicepresidente del Consiglio comunale, Giovanni Pelizzato. Fuori dalla carica, è il titolare della sopravvissuta libreria storica «La Toletta». La sosta più significativa del corteo avviene davanti a Ca' di Dio, ex casa di riposo dismessa. È destinata a diventare l'ennesimo albergo. Spia di un fenomeno dilagante: molti veneziani lasciano il centro per trasferirsi in terraferma, trasformando le case in bedbreakfast. Lucrando di fatto sul turismo di bassa qualità e privando la città di abitazioni per chi vuol risiedere in Laguna.
Corriere della Sera
3 Luglio 2017
Troppi turisti corteo a Venezia
MA
Marisa Fumagalli
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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