Il sindaco: «Lo stop alla gara è tecnico ma anche politico». Si lavora alla manovra di bilancio VERONA Dopo lo stop tecnico, per il project financing sul restauro dell'Arsenale arriva anche quello politico. E intanto il sindaco comunica a tutti i presidenti e ai consiglieri delle Aziende partecipate che «chi è di nomina comunale è già decaduto» lanciando a tutti i cda anche un duro avvertimento a non procedere a nuove assunzioni e neppure a promozioni all'interno del personale. Sull'Arsenale ieri il sindaco ha ricordato la contrarietà al progetto da lui espressa in campagna elettorale ed ha spiegato appunto che allo stop tecnico va aggiunto quello politico: «La linea della mia amministrazione è di mantenere il controllo pubblico nella gestione dell'area». VERONA Dopo lo stop tecnico, per il project financing sul restauro dell'Arsenale arriva anche quello politico. E intanto il sindaco comunica a tutti i presidenti e ai consiglieri delle Aziende partecipate che «chi è di nomina comunale è già decaduto» lanciando a tutti i cda anche un duro avvertimento a non procedere a nuove assunzioni e neppure a promozioni all'interno del personale. Partiamo dal primo tema. Federico Sboarina ha rilanciato ieri le notizie date dal nostro giornale venerdì scorso sulla sentenza del Tar che ha rinviato al 13 settembre ogni decisione sul ricorso presentato da Legambiente e dal Comitato Arsenale contro la Variante urbanistica che consente quel restauro. Il sindaco ha ricordato la contrarietà al progetto da lui espressa in campagna elettorale ed ha spiegato appunto che allo stop tecnico va aggiunto quello politico: «La nostra valutazione ha sottolineato - è stata anche politica perché la linea della mia amministrazione è di mantenere il controllo pubblico nella gestione dell'Arsenale». Ancor più esplicitamente, Sboarina ha affermato che «un'inversione di percorso è percorribile, e per quanto mi riguarda la strada in tal senso è già segnata». Una lettera del sostituto del Rup (responsabile unico del procedimento) ha già ufficializzato che ogni altra decisione viene bloccata «fino alla pronuncia del Tar». Ma le dichiarazioni di Sboarina fanno capire come, con il project di Italiana Costruzioni, a Palazzo Barbieri non s'intenda andare avanti neppure dopo. Con due possibili problemi: la penale da pagare all'impresa e l'utilizzo dei 14,5 milioni che il Comune aveva vincolato come contributo pubblico al progetto. Sul primo tema, Sboarina ha confermato che fino alla firma del contratto definitivo, la penale (che la convenzione fissa in oltre 4 milioni e mezzo di euro) non è dovuta. Sul secondo problema, Sboarina ha ipotizzato una variazione di bilancio per spostare quei 14,5 milioni dalla destinazione finora prevista (il project) alla «messa in sicurezza» dell'Arsenale. Una decisione che obbligherà il Comune a correre molto velocemente. Una volta varata la variazione di bilancio, per renderla davvero praticabile occorrerà avere pronto, entro il 31 dicembre, il progetto definitivo su come usare quei soldi. Se questo non avvenisse, i 14,5 milioni di euro rischierebbero di finire, come si dice in gergo tecnico, «in economia», andando a far parte di quel centinaio di milioni che Palazzo Barbieri ha ma non può spendere per colpa del Patto di Stabilità. Per lavori urgenti all'Arsenale sono invece già in arrivo 400mila euro stanziati in passato a questo scopo, visto che si è chiusa dieci giorni fa la gara per lavori di manutenzione straordinaria «per il ripristino della funzionalità delle coperture» all'interno di un Arsenale che sta letteralmente cadendo a pezzi. Intanto il sindaco apre un altro fronte, stavolta verso le Aziende partecipate del Comune. Sboarina ha scritto una lettera dai toni molto duri ai presidenti di tutti gli enti in cui il Comune ha propri rappresentanti. In indirizzo vi sono enti minori ma anche i presidenti di tutte le aziende più importanti della città, come Agec, Agsm, Amt, Veronafiere, Veronamercato, Aerogest, Atv, Amia e Acque Veronesi. A tutti, Sboarina ricorda che «all'atto dell'insediamento della nuova amministrazione decadono automaticamente tutti i rappresentanti del Comune nominati dall'Amministrazione precedente». Ciò detto, il sindaco ricorda che il Consiglio Comunale aveva deliberato che in ogni Azienda venisse ridotto il costo del personale. Ed ecco la tirata d'orecchi: quegli indirizzi, dice Sboarina, «sono stati disattesi dalla quasi totalità delle società ed organismi partecipati». Aspettando le deliberazioni della nuova Amministrazione, quindi, il sindaco invita a rispettare le indicazioni che erano state date (facendo presente le responsabilità previste, in caso contrario, dal codice civile), e soprattutto «a non effettuare assunzioni o avanzamenti di carriera del personale».