Il Demanio li affiderà in gestione ai privati che li utilizzeranno in chiave di «turismo lento» Ci sono quindici immobili di proprietà pubblica in Puglia che chiedono di essere adottati a scopo turistico. Non a favore del flusso massiccio dei vacanzieri, ma per il turismo lento e meditativo che si snoda lungo i percorsi ciclopedonali e gli itinerari storico-religiosi (come la via Francigena). Gli esperti lo chiamano «slow travel», viaggiare lento. Richiama ormai una certa attenzione perché praticato da un numero sempre maggiore di appassionati. L'Agenzia nazionale del demanio con la collaborazione dei ministeri dei Beni culturali e delle Infrastrutture ha promosso un progetto che si chiama «Cammini e Percorsi» e che mira al recupero di 103 immobili in tutta Italia, la cui proprietà fa capo a vari istituzioni pubbliche (Stato, Anas, enti locali eccetera). L'idea, molto semplice, è di affidare il loro uso a chiunque sia in grado di riutilizzarli in chiave di turismo lento affinché diventino luoghi di sosta, oppure di svago, permanenza, relax, centro benessere, punto di informazione, perfino officina per le bici. Sono due le modalità con cui l'Agenzia del demanio intende mettere questi immobili a disposizione degli interessati: a) la concessione gratuita (per 9 anni eventuali altri 9) a favore di imprese, cooperative o associazioni formate in prevalenza da soci sotto i 40 anni di età; b) la concessione di «valorizzazione» da affidare a privati che siano in grado di sostenere importanti costi di investimento per il recupero degli immobili. Qui l'affidamento può andare da 6 a 50 anni: si tratta di interventi più costosi o per edifici più grandi e per i quali si ipotizza una cospicua disponibilità di risorse finanziarie. Lo scopo per l'Agenzia del Demanio, in tutti i casi, è il recupero funzionale degli edifici. Dopo una fase di consultazione pubblica (sul sito web dell'Agenzia del demanio) terminata il 26 giugno, già nelle prossime settimane saranno emanati i primi bandi per i singoli, le associazioni o le imprese che chiedano l'ottenimento delle concessioni. Come detto saranno 103 quest'anno, poi altri cento nel 2018 e un centinaio ancora nel 2019. Per la prima annualità, la Puglia mette a disposizione quindici immobili. Lungo la via Francigena (da Aosta a Lecce), si contano un paio di ex ostelli della gioventù a Bari e Brindisi, una palazzina di fine Settecento e una scuola rurale a Barletta, una ex locanda a Margherita di Savoia, un locale nel centro storico di Corato, una casina di campagna e un fabbricato urbano a Ruvo. Cinque sono gli immobili che si trovano lungo la ciclovia che segue il percorso dell'acqua imbrigliata dall'Acquedotto pugliese, dalla Campania alla Puglia: un casello ferroviario a Toritto e un altro a Grumo Appula, due complessi rispettivamente di otto e nove trulli a Fasano, una masseria a Ugento. Infine, ci sono due immobili (una masseria a Mottola e un casello ferroviario ad Altamura) lungo l'antica Via Appia tra Roma e Brindisi. «La Puglia commenta il direttore generale dell'Agenzia del demanio Roberto Reggi è una regione che ha un enorme potenziale, sia per la bellezza dei suoi paesaggi sia per la ricchezza delle sue tradizioni storico-culturali. I 15 immobili che abbiamo individuato, già nella fase della consultazione pubblica, hanno suscitato un grande interesse. Il nostro progetto si propone di sostenere il turismo lento, quindi assolutamente coerente con il percorso di attenzione e valorizzazione del territorio che la Puglia ha già intrapreso».