BERTIOLO - All'ex filanda di Bertiolo sono arrivate le ruspe. Dopo 12 anni dall'acquisizione, con fondi regionali, dai proprietari Borgomanero, va giù l'opificio del 1922 che dava lavoro a 200 persone, chiuso all'inizio degli anni Settanta.L'amministrazione comunale di Mario Battistuta e l'attuale del sindaco Eleonora Viscardis non hanno registrato opposizioni da parte della popolazione né di altre realtà sociali o forze politiche per eliminare lo stabile (tranne la Soprintendenza, battuta al Tar da Battistuta) per recuperare 500 metri quadrati (e aggiungerli ai 2 mila di scoperto) al fine di dare una piazza al capoluogo che ne è privo.La nuova viabilità è stata progettata dallo studio Runcio associati di Udine. Intanto, per 74 mila euro sempre di fondi regionali, all'abbattimento provvede la ditta Lorenzon di Azzano Decimo.Il fabbricato, alto 15,5 metri, si sviluppa su due piani, dei quali il primo seminterrato. La copertura è a volta monolitica, ancorata con tiranti metallici alle murature perimetrali realizzate in cemento armato e mattoni pieni; i solai sono realizzati a orditura portante di travi in calcestruzzo.Sono 900 i metri cubi di laterizi da sbriciolare, quindi è prevedibile un certo disagio nell'abitato circostante per i 30 giorni che la ditta ha a disposizione per concludere.La sindaca Viscardis non nasconde la soddisfazione per avere avviato i lavori, dopo anni di farraginose procedure: «Questa riqualificazione - afferma - ridonerà al paese l'antica piazza nell'assetto esistente all'inizio del ventesimo secolo, prima della costruzione dell'opificio, dove hanno lavorato tantissime donne del comune e paesi limitrofi. La demolizione lascerà spazio alla piazza, a parcheggi, a una viabilità a percorrenza lenta secondo il progetto modificato su indicazione della nuova amministrazione rispetto al precedente».«La soddisfazione maggiore - è la chiosa - è per la tempestività con cui abbiamo dato inizio all'intervento grazie al lavoro di squadra dell'ingegner Sutto dell'ufficio tecnico e dei progettisti Rodolfo e Adriano Runcio, sotto la regia dell'assessore ai lavori pubblici Antonino Zanchetta».