Una nuova generazione di musei e atelier si affaccia sul mondo del marmo di Carrara. Palazzo Forti e il Centro arti plastiche San Francesco guidano una piccola rivoluzione che tenta di aprire al turismo rendendo più fruibili grandi opere di Giuliano Vangi, Carlo Sergio Signori (Monumento ai Rosselli, foto ) e Gigi Guadagnucci che a Carrara hanno vissuto e lavorato. Il Cap ( via Canal Del Rio tel. 0585.779681; 9.30-12.30; 15.30-18.30 ) è stato allestito all'interno del Convento costruito da Carlo I Cybo Malaspina. Il centro espone sculture dagli anni 50 ai giorni nostri dove il marmo ha un ruolo di protagonista affiancato da altri materiali come il bronzo. Lo spazio espositivo su più piani custodisce opere fondamentali come «Motivo ancestrale» di Mirko Basaldella e «Totem» di Nardo Dunchi, scultore ed ex partigiano (scomparso nel 2010) di cui un'opera di grandi dimensioni svetta anche al centro del viale che collega Carrara alla Marina. Una realtà privata, a differenza del Cap gestito dal Comune, sta puntando agli artisti emergenti ( www.database-carrara.com ) fornendo atelier a prezzi calmierati: è Palazzo Forti attualmente casa di diverse realtà, uno spazio per incontri, laboratori artistici e didattici. Delle mostre temporanee sono stati protagonisti artisti come Sam Durant, Yuri Ancarani e Graham Hudson. E il mondo del marmo spesso incontra quello del lavoro: pochi mesi fa è nata la Cooperativa scultori di Carrara, artigiani-artisti che trasferiscono l'idea del bozzetto al blocco. I laboratori si sono lentamente estinti e dopo una lettera di licenziamento è stata creata questa cooperativa autonoma anche grazie all'aiuto della scultrice russa Aidan Salakhova. La tradizione è salva, in un magnifico laboratorio ottocentesco carrarese, fra via Aronte e via Rosselli.