AQUILEIAUna mostra per rinnovare l'attenzione verso l'arte ferita, anche in nome di dialoghi culturali mai sopiti. Si chiama "Volti di Palmira ad Aquileia" la prima esposizione in Europa dedicata alla città siriana dopo le distruzioni dell'Isis e rimarrà aperta dal 2 luglio al 3 ottobre al Museo archeologico nazionale della città friulana. Ieri, a Roma, la presentazione con la partecipazione, tra gli altri, del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, del presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e del presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi. Cuore dell'esposizione sono sedici pezzi originari di Palmira, alcuni dei quali riuniti per la prima volta dopo la loro dispersione nelle collezioni occidentali, e una decina di opere conservate nel museo della città friulana. Un accostamento voluto per dimostrare come, pur nella distanza geografica e stilistico-formale, un medesimo sostrato culturale accomuni le due città. I visitatori potranno ammirare, tra l'altro, i reperti provenienti dai Musei Vaticani, come la raffinata testa di un sacerdote di Bel. Tra i volti di Palmira anche commercianti o funzionari, riconoscibili da un foglietto di papiro nella mano sinistra, e cinque dame con vestiti, acconciature e gioielli eleganti. «Le meraviglie archeologiche di Palmira - ha detto Debora Serracchiani - devono essere un patrimonio e una memoria comune dell'umanità, dobbiamo preservarle e ricostruirle laddove sono state distrutte dagli attacchi terroristici». A questo proposito suonano consolanti le parole dell'archeologo Paolo Matthiae, fra i maggiori esperti al mondo, secondo cui larga parte delle rovine della città siriana potrà essere recuperata. Il vasto sito archeologo «non è stato polverizzato - ha detto - Solo il 20-30 è danneggiato gravemente, purtroppo si tratta di eccellenze, come il tempio di Bel. Ad ogni modo, sia con i metodi tradizionali, sia con l'uso di avanzate tecnologie ripristinare il sito anche al 98 potrà essere possibile». La mostra è una nuova tappa del percorso di «archeologia ferita» che la Fondazione Aquileia ha cominciato nel 2015, con il Polo museale del Friuli Venezia Giulia, per far conoscere quanto accade nelle nazioni teatro di distruzioni e violenze causate da fondamentalismo e terrorismo, presentando al pubblico opere provenienti da quei luoghi. Un percorso del quale Serracchiani, che ha ricordato l'uccisione del direttore delle antichità di Palmira, Khaled al-Asaad, per essersi rifiutato di collaborare con i terroristi, si è detta «particolarmente soddisfatta». «Questo è il terzo appuntamento, dopo quelli del Museo del Bardo di Tunisi e del Museo archeologico nazionale di Teheran, - ha spiegato - che pone l'attenzione su un tema delicato, ampliando la conoscenza sul patrimonio archeologico dell'umanità. Non a caso l'esposizione si tiene ad Aquileia, da sempre crocevia multiculturale, luogo di incontro e dialogo delle genti». Allargando l'orizzonte Il ministro Franceschini ha ribadito come iniziative come questa «si inseriscono nelle strategie che il nostro Paese ha deciso di imboccare sul tema della diplomazia culturale a livello internazionale». La mostra, curata da Marta Novello e Cristiano Tiussi, sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30. Il costo del biglietto intero è di 6 euro, 3 euro per il ridotto.