CIVIDALE Ultimata la ricognizione dei danni, il Comune chiederà lo stato di calamità: l'ha confermato la vicesindaco Daniela Bernardi, che ha seguito passo per passo gli effetti del fortunale abbattutosi su città e Valli del Natisone domenica. Il bilancio è pesante, ma non ancora quantificabile con precisione in termini economici, anche in considerazione del fatto che non è chiaro quante auto in sosta su spazi pubblici siano rimaste danneggiate. L'iter per inoltrare richiesta a Roma è partito.«La competente unità operativa municipale - spiega Bernardi - sta valutando come procedere. Le ripercussioni della violentissima ondata di maltempo sono tante e gravi e lo stato di calamità, dunque, è sbocco naturale». Fra gli ambiti colpiti dalla furia delle raffiche c'è anche il monastero di Santa Maria in Valle, patrimonio Unesco: «Il parapetto ottocentesco in coppi - precisa la vice di Balloch - è stato distrutto per metà». La costruzione decorativa, che sorge sopra il muretto che divide il sagrato della chiesa di San Giovanni dalla vigna delle suore Orsoline, non è riuscita a reggere ed è stata ampiamente frantumata dalla violenza del vento, crollando nell'area verde affacciata sul Natisone (che il Comune, per inciso, si apprestava ad aprire al pubblico, essendo conclusi i lavori di restauro all'ingresso all'ex convento). Salvo, in compenso, il vigneto, che rimarrà però off limits fino a quando la zona non sarà stata messa perfettamente in sicurezza. «Toccherà alla Soprintendenza - sottolinea Bernardi - valutare l'intervento di ricostruzione più idoneo». Danneggiata anche la recinzione di parco Italia, impraticabile il percorso sul Natisone in sponda destra, compromesse la copertura della pista di pattinaggio e la piscina scoperta comunale.In segno di solidarietà verso il circo Bellucci, intanto, la giunta ha concesso una proroga fino a sabato allo stazionamento del tendone, scardinato dalla bufera. E ieri pomeriggio replay di burrasca: in via della Fornaz è crollato un albero.