NEL 2002 la spesa prevista era di 13,8 milioni di euro. A fine 2013 i costi sostenuti erano già 224 milioni di euro. Significa un aumento di 17 volte in 11 anni. E lavori slittati all'infinito. Nelle carte inviate al ministero dei Trasporti è tracciata la cifra finale: "Per il completamento di tutte le attività archeologiche in corso per la tratta della metro Dante-Garibaldi si stima un costo di circa 57 milioni, per ulteriori attività previste nelle stazioni Duomo e Municipio. Il tutto per un complessivo costo a oggi stimabile di 293 milioni". Ecco quanto abbiamo sborsato per i reperti archeologici emersi nel corso degli scavi della linea 1 della metro. Si tratta quasi del 20 per cento della spesa totale sostenuta finora per realizzare la tratta Dante-Garibaldi-Brin: 1,7 miliardi di euro. Indagini archeologiche iniziate nel 1998, 17 siti esplorati, arrivando a una presenza contemporanea di 11 architetti e 14 archeologi. Pensare che è 9,5 milioni di euro la cifra raggiunta nel 2013 per "oneri a rimborso per archeologi". A leggere le relazioni sulla Dante- Garibaldi si incorre spesso in una formula che recita: "l'imponenza dei resti che emergono, rendendo necessaria un'accurata indagine stratigrafica e moderni sistemi di documentazione, ha superato la previsione di spesa iniziale e necessita di ulteriori finanziamenti per il completamento degli stessi". Ciò che è venuto alla luce va dalla imbarcazione " horeia" a fondo piatto, trovata a piazza Municipio, secondo esemplare rinvenuto dopo quello nel porto antico di Tolone, fino alla struttura templare connessa agli "Isolimpia", i giochi quinquennali istituiti in onore dell'imperatore Augusto, passando per edifici di epoca medioevale. "Innumerevoli reperti" che hanno "determinato si legge - la necessità di apportare, in corso d'opera, varianti alle strutture originariamente previste, sia per la salvaguardia dei principali reperti, sia per consentirne in alcuni casi la collocazione all'interno delle stazioni". Tra 5 fermate della metro e 11 camere di ventilazione si sono mossi fino a "105 unità tra maestranze e tecnici specializzati", in accordo con la soprintendenza. "Negli scavi è agli atti - è stato impegnato personale altamente specializzato come archeologi, architetti rilevatori, restauratori e geologi, oltre a imprese specializzate in scavi e restauro. Le indagini sono state spesso svolte in contemporanea su più siti e adottando anche il doppio turno lavorativo". Al 31 dicembre 2013 i lavori di scavo archeologico sono costati 93,82 milioni, il recupero e il restauro ammonta a 94,15 milioni, "oneri a rimborso per archeologi" 9,58 milioni, "oneri a rimborso vari" 6,73 milioni. Per un totale di 224 milioni. E non sembra finita. Per il parco archeologico di piazza Municipio, con i reperti da musealizzare nella stazione, servirebbero per il progetto complessivo 30 milioni di euro: ma nel patto per Napoli siglato col governo ci sono per ora solo 8 milioni. Parte delle attività archeologiche rientrano in una variante ancora da approvare al Cipe, il comitato interministeriale. "Le estese e profonde esplorazioni si legge nelle carte - hanno indagato e interpretato non tanto un solo periodo storico quanto lo sviluppo dell'organismo urbano nel suo complesso consentendo di ricostruire l'evoluzione del paesaggio costiero dalle origini a oggi". Eppure, agli inizi degli anni 2000, c'è chi ricorda che lo stesso commissario della linea 1 che seguiva anche la metro di Roma decise di evitare gli scavi a piazza Venezia per non incorrere nei reperti. Sulla linea 1 napoletana la sezione di controllo della Corte dei conti di Roma ha aperto un'indagine. L'ipotesi del magistrato Antonio Mezzera è già scritta: "costi esorbitanti".