Intanto la struttura sta cadendo a pezzi. Bertucco: «Si spendano subito i soldi che sono in cassa» VERONA. L'Arsenale sta letteralmente crollando a pezzi. Oggi dovrebbe arrivare la sentenza del Tar sulla liceità della Variante urbanistica per il restauro. Se il Tribunale darà ragione alla giunta Tosi, il 20 luglio si apriranno le buste per assegnare l'appalto dei lavori. E per fermarli, la giunta Sboarina dovrà decidere se pagare la relativa penale. Che non sarà di un milione, come avevano ipotizzato il sindaco e Italo Monaco (leader del comitato) in una conferenza stampa congiunta, durante la campagna elettorale, ma sarà più che quadrupla. La convenzione firmata tra Italiana Costruzioni e il Comune prevede infatti che, in caso di rottura degli accordi da parte del Comune, l'impresa avrà diritto a ricevere una somma pari «al 10 per cento delle opere ancora da eseguire, ovvero del valore del servizio pari ai costi monetari della gestione operativa previsti nel Piano Economico e Finanziario». Le opere ancora da eseguire (cioè tutte) valgono 45 milioni di euro, ragion per cui la penale sarebbe non di uno ma di almeno quattro milioni e mezzo. Più quei «costi monetari della gestione operativa» che sembra riferirsi ai mancati guadagni dell'impresa ma che va chiarito a livello legale. Intanto, una lettera di 16 giorni fa del dirigente, ingegner Luciano Ortolani (che va in pensione tra un mese, e passa la patata bollente ad altri), segnala il «progressivo e costante incremento del degrado del Compendio» aggiungendo quanto sia urgente la bonifica del terreno inquinato. Una lettera dai toni quasi drammatici. E secondo Michele Bertucco «per qualsiasi amministratore dotato di buon senso, queste parole significano l'urgenza assoluta di intervenire. Si è aspettato troppo e ora non si può attendere l'esito di una procedura che avrà tempi ancora lunghissimi». Sul tema della bonifica, Bertucco cita ancora il parere dell'ingegner Ortolani, secondo il quale «a fronte di un conclamato inquinamento del terreno il Comune continua comunque a usare le aree contaminate, giustificato da una "deroga" concessa lo scorso anno dall'Arpav che però non potrà certamente avere una durata illimitata». Che fare, allora? Secondo il leader di Sinistra in Comune, la nuova giunta «deve avere da subito le idee molto chiare: l'Arsenale sta crollando, le aree a cui i cittadini hanno accesso sono contaminate e il project avrà in ogni caso tempi troppo lunghi. In cassa conclude Bertucco - ci sono 12 milioni: cosa aspettiamo ad usarli?».