Agnetti: positivo visti i vincoli. Resta il nodo dei dipendenti VENEZIA. Tre offerte per i servizi di biglietteria, accoglienza, guardiania e vigilanza. Addirittura otto proposte nella gara riguardante le attività di pulizia. Gli appalti dei musei civici veneziani, nonostante le tante polemiche degli ultimi mesi, non sono affatto andati deserti e, al contrario, sembra che da qui al prossimo settembre la commissione di gara avrà il suo bel da fare. Nelle scorse ore sono infatti scaduti i termini per due delle quattro gare che riguardano la gestione delle sedi in centro storico tra cui alcuni «big» come palazzo Ducale, Correr, Ca' Pesaro e Storia naturale e sebbene i dettagli restino per ora riservati viene comunque giudicato con ottimismo l'interesse riscontrato. «Quella che era la nostra partita più importante, relativa al servizio di accoglienza, sicurezza, vigilanza armata, biglietteria e guardiania ha visto nelle scorse settimane ben otto sopralluoghi, che poi si sono tradotti in tre progetti definitivi spiega Mattia Agnetti, dirigente della Fondazione musei è una gara che vale 10 milioni di euro, e per cui abbiamo richiesto competenze specifiche». La seconda busta che si è aperta ieri è quella relativa al servizio di pulizia, che vale un milione e 600 mila euro all'anno: «Anche in questo caso abbiamo dovuto fissare dei criteri stringenti continua Agnetti perché per luoghi delicati e particolari è indispensabile una professionalità specifica. Abbiamo comunque contato 14 sopralluoghi e 8 proposte». In entrambe le gare si sono ripresentati anche gli attuali gestori dei servizi, mentre sulle altre aziende si mantiene uno stretto riserbo. Il 4 luglio, poi, andranno in scadenza anche i bandi per i bookshop e le caffetterie, completando così il quadro dei servizi integrati, che oggi impegnano circa 450 dipendenti: in molti casi giovani laureati, in altri lavoratori che hanno passato tutta la vita dietro al bancone. Nei mesi scorsi i lavoratori hanno fatto sentire la loro voce per chiedere al Comune di inserire nel testo di gara la clausola sociale, che obbliga i nuovi aggiudicatari del servizio a riassumere i precedenti dipendenti a parità di condizioni (come previsto anche dalla nuova normativa nazionale). Ca' Farsetti, però, ha fornito una sua versione, che subordina la riassunzione alle necessità delle ditte, e la soluzione ha dato origine a proteste e scioperi. A settembre si sapranno tutti i dettagli e tra fine 2017 e inizio 2018 si dovrebbe avere l'effettivo passaggio di consegne.