Gara lampo per i servizi Si discute «il caso Minini». Una volta respinta l'unica candidatura al bando complessivo, la Fondazione Brescia Musei ha indetto una nuova gara: 2.533.842 euro e 67 centesimi per gestire custodia, accoglienza e vigilanza. Cestinata l'unica offerta alla gestione generale, la Fondazione deve assegnare in tempi record i servizi di biglietteria, bookshop, sorveglianza e pulizia. Nuova gara entro fine anno, ma verrà scorporato il Castello. Otto pagine di articoli, cavilli e la bozza del contratto in allegato, il bando da 30 milioni e 941.128 euro per la concessione dei servizi di Brescia Musei (l'opposizione l'ha fotocopiato e inoltrato all'Anac) dovrà essere rivisto e corretto: tra premesse, note a margine e osservazioni del comitato di valutazione, l'unica offerta arrivata è finita nel cestino. Ogni pagina, virgola e paragrafo saranno aggiornati: l'idea è di pubblicare entro fine dell'anno una versione alleggerita, scorporando gli eventi in Castello, ma con un adeguamento dei corrispettivi (qualche società interessata ha ritenuto non soddisfacente la cifra proposta). Intanto, la fondazione ha pubblicato un bando-lampo: 2.533.842 euro e 67 centesimi per gestire custodia, accoglienza e vigilanza. Le offerte in busta chiusa dovranno essere spedite entro le 12 di venerdì: il contratto durerà sei mesi. Oneri e doveri, insieme agli orari del personale, sono in 88 pagine: biglietteria, bookshop, sorveglianza, guardaroba, assistenza alle conferenze, piccolo trasporto (da un museo all'altro), pulizia e custodia. I luoghi: Santa Giulia (il giovedì resterà aperto fino alle 22), Parco archeologico, Museo delle Armi, palazzo Pallaveri, sedi temporanee di mostre, Pinacoteca (solo eventuale nell'ambito del quinto d'obbligo) e Nuovo Eden. Un'altra proroga al Consorzio nazionale servizi, che ha affidato custodia, accoglienza e vigilanza a Coop culture, Socio culturale e Camst e gestisce i servizi da anni, era impossibile per legge: il contratto scade l'8 luglio e non ammette ulteriori posticipi. Quando ha cestinato la gara da 30 milioni, Brescia Musei ha dovuto aprire una procedura urgente e molto fast, della durata di sei mesi: la partecipazione del consorzio pare scontata, ma l'offerta potrebbe aver indotto in tentazione altre società. In ogni caso, è un bando tampone, in attesa di quello, più corposo, che sarà pubblicato a fine anno. Per il Castello, è probabilissimo che ci sia un progetto su misura: il programma con gli eventi e le collaborazioni potrebbero diventare l'oggetto di un'altra gara, scorporata da quella sui servizi, da pubblicare online entro qualche settimana. Stessa storia per la palazzina Haynau: Brescia Musei vorrebbe aprirci un ristorante e trovare inquilini che prendano in concessione lo spazio e inizino a servire dessert entro l'anno (nel 2015, c'era stato un sopralluogo di Cast Alimenti). Il menu e la proposta saranno inseriti in un bando specifico, autonomo rispetto agli altri due: anche in questo caso, il cda vorrebbe firmare il contratto di concessione nel 2017 (il modello potrebbe copiare e incollare quello del Mercato dei Grani, aperto la settimana scorsa). In attesa delle offerte di venerdì, pensieri, parole, opere e post del presidente di Brescia Musei saranno all'ordine del giorno: le dichiarazioni social di Massimo Minini (testuale: «Signori vi abbiamo servito Mimmo Paladino su un piatto d'argento. Le pietre preziose davanti ai porci?») sono nel programma del consiglio comunale di oggi. L'opposizione ha firmato un'interrogazione.