Il fuoco ha fermato la vita, rendendola eterna. Come a Pompei. Un cane che (probabilmente) tenta di fuggire dalle fiamme, un altro animale vicino (il suo cucciolo?), il solaio ligneo, resti di mobili, un mosaico bianco e nero perfettamente conservato: sono le ultime scoperte archeologiche degli scavi della metro C a Roma, nel quartiere San Giovanni. I cantieri di via dell'Amba Aradam svelano uno scenario «pompeiano», due ambienti, di media età imperiale, «perfettamente conservati grazie a eventi speciali come quelli accaduti a Ercolano e Pompei», spiegano i tecnici della soprintendenza. «Poteva essere una domus o, più probabilmente, un alloggio residenziale attiguo alle vicine caserme. Ma non escludiamo che potesse essere anche la zona termale per i soldati, le risposte le avremo alla conclusione degli scavi», spiega l'archeologa Simona Morretta. E visti i pavimenti, e il sofisticato sistema di areazione e riscaldamento, quest'ultima ipotesi è particolarmente valutata dagli archeologi. Ci vorrà qualche settimana prima che gli scavi si concludano, ma questi ritrovamenti non reste-ranno chiusi nei magazzini. «Uno dei miei obiettivi è riuscire a restituire alla città i reperti che sono emersi dai cantieri della metro spiega il soprintendente Francesco Prosperetti . Stiamo studiando la possibilità di trovare una soluzione in loco, oppure nel museo che con il Comune si pensa di realizzare per mostrare tutti i ritrovamenti venuti alla luce nella costruzione della linea C». Sulla straordinaria scoperta la sindaca Virginia Raggi twitta: «Roma non smette mai di stupire. Dal cantiere della metropolitana l'ultima magnificenza che arriva dal passato».