II ministero dell'Economia: manca il piano di gestione e il sito archeologico non ha creato sviluppo A rischio il titolo di patrimonio dell'umanità L'Unesco è pronto a lasciare Barumini. Manca il piano di gestione obbligatorio per tenere il riconoscimento di patrimonio dell'umanità. Un passato importante, un futuro incerto: la sopravvivenza del nuraghe di Barumini dipende dalla sua valorizzazione dal punto di vista economico e turistico. Ma manca il piano di gestione, senza il quale su Nuraxi può perdere il titolo di "patrimonio dell'umanità concesso dall'Unesco nel 1997. Le prospettive sono poco incoraggianti: basti pensare che ogni anno il nuraghe di Barumini è visitato da 60 mila visitatori, mentre il parco "Sardegna in miniatura" di Tuili (il cui biglietto è più salato) accoglie almeno 80-100 mila persone. L'ACCUSA. Uno studio commissionato dal ministero dell'Economia ha messo in evidenza un sensibile deficit dell'imprenditorialità locale: pochi manager, risorse umane ed economiche limitate. Un altro dato allarmante è che, sinora, la risorsa archeologica non ha prodotto un sufficiente livello di sviluppo. Questo il quadro (ancora provvisorio) tracciato dalla società "Studiare sviluppo" incaricata dal (Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione) di studiare quanta ricchezza può produrre Su Nuraxi. «Molto poca, purtroppo», spiega Mimmo Cersosimo, docente di Economia regionale all'università della Calabria, che coordina uno staff di tre economisti. La stessa Unesco aveva sollecitato il Piano di gestione per garantire la salvaguardia attraverso la promozione turistica del sito archeologico. La posta in gioco è alta. Senza un adeguato programma scritto, il titolo concesso dall'Unesco decade e il complesso archeologico non potrà più contare sul valore aggiunto dato dall'importante riconoscimento. Oltre all'etichetta, però, potrebbero venir meno una serie di opportunità, come i finanziamenti previsti da un disegno di legge che contiene "Misure speciali di tutela e valorizzazione delle città italiane inserite nella lista del patrimonio mondiale". Il testo prevede ad esempio incentivi alle amministrazioni che si occupano della tutela e del restauro dei beni culturali e ambientali, della predisposizione di servizi per l'accoglienza e della realizzazione di aree di sosta e sistemi di mobilità. LA DIFESA. Le quattro amministrazioni comunali interessate allo sviluppo turistico del territorio (Barumini, Gesturi, Tuili, Las Plassas) stanno lavorando alla stesura del testo: entro settembre dovrebbero discutere il piano, che prima dell'approvazione sarà sottoposto al vaglio della Regione. Lo studio della società "Studiare sviluppo" è di supporto al piano che, come ricorda Cersosimo, dovrà tenere conto di determinati fattori: «Si tratta di un'area scarsamente popolata con deficit di risorse umane. Ciò significa che la strada della diversificazione è obbligatoria perché la valorizzazione della zona non è circoscrivibile solo in quell'area. Il nuraghe di Barumini identifica il territorio in modo eccellente, ma non è l'unica risorsa in grado di produrre sviluppo». Le amministrazioni locali, secondo l'economista, dovranno delineare politiche in grado di creare e far funzionare una rete di servizi diffusa su tutta la Marmilla. Ancora: «II complesso archeologico -dice - andrebbe inserito in un sistema ancora più ampio che dalla dimensione provinciale passa a quella regionale e nazionale». È d'accordo il sindaco di Barumini, Emanuele Lilliu: «La creazione di una risorsa turistica importante dev'essere intesa in termini più ampi rispetto a quelli locali. Tutti i Comuni dovranno lavorare insieme perché ognuno ha qualcosa da dare. Non possiamo rischiare di perdere il riconoscimento dell'Unesco -ha aggiunto - perché è un vero e proprio marchio di qualità». (Unioneonline)
Barumini, l'Unesco fa le valigie
Il nuraghe di Barumini, patrimonio dell'umanità dall'Unesco dal 1997, è in pericolo di perdere il riconoscimento a causa della mancanza di un piano di gestione obbligatorio. L'area è scarsamente popolata e ha deficit di risorse umane ed economiche, il che rende difficile la valorizzazione turistica. Un studio commissionato dal ministero dell'Economia ha evidenziato un sensibile deficit dell'imprenditorialità locale e un insufficiente livello di sviluppo della risorsa archeologica. Le quattro amministrazioni comunali interessate allo sviluppo turistico del territorio stanno lavorando alla stesura del testo, che dovrà essere approvato entro settembre.
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