VERONA. Colpo del secolo al Museo di Castelvecchio: contrordine dei magistrati per Francesco Silvestri, la guardia giurata di Sicuritalia condannata a 10 anni di reclusione dal giudice Luciano Gorra che per lui ha configurato «il ruolo di basista». Un mese e mezzo fa gli erano stati concessi gli arresti domiciliari dalla Corte d'appello di Venezia in accoglimento all'istanza presentata dai suoi legali Stefano Poli e Massimiliano Ferri, ma la Procura generale lagunare aveva poi impugnato quella decisione chiedendo che tornasse dietro le sbarre. E ieri pomeriggio, dalla stessa Corte d'appello, è scattata la retromarcia: Silvestri dovrà tornare a Montorio, ma non prima che quest'ultimo provvedimento sia diventato definitivo. Significa che prima dovranno essere depositate le motivazioni della decisione di ieri, quindi dovrà essere dato modo alla difesa di impugnare il provvedimento davanti alla Cassazione. E solo nel caso in cui anche la Suprema Corte dovesse optare per il carcere, la guardia giurata varcherebbe di nuovo la cella. Ieri mattina, nell'insistere affinché Silvestri sia fatto tornare in carcere, l'accusa aveva messo in luce i rischi di fuga e di reiterazione del reato in quanto due latitanti moldavi risultano ancora «uccelli di bosco». Dalla difesa, invece, è stato sottolineato come la guardia non abbia mai manifestato l'intenzione di allontanarsi da Verona, come abbia confessato e come abbia risarcito la custode del Museo. Da «basista», Silvestri avrebbe fornito le informazioni per il colpo da lui organizzato col fratello gemello Pasquale Silvestri Ricciardi e Svitlana Tkachuk, compagna di Ricciardi: Ricciardi sconterà 10 anni, 8 mesi e 20 in giorni; la donna 6 anni. Lei è ai domiciliari, lui no si è mai mosso dal carcere.