La Camera approva le misure antiterrorismo di Pisanu. Blitz in 15 province per verificare la rete degli attentatori II kamikaze arrestato a Roma cerca di minimizzare: a Londra volevo solo imitare Bin Laden I carabinieri del Tpc passano al setaccio 20 musei e siti archeologici della Capitale. Pronto un dossier Mancano i metal detector. A Firenze arrivano la settimana prossima per il David «L'ATTENTATO di Londra voleva essere dimostrativo, non sono un terrorista». Prova a ridimensionare le accuse contro di lui il mancato kamikaze, l'etiope (e non somalo) arrestato l'altro ieri col fratello, rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli. L'altra notte ha detto ai pm che voleva fuggire in Etiopia e che ora invece vuole restare in Italia. Ieri gli investigatori hanno effettuato blitz in 15 province per verificare la rete di appoggi dell'etiope. L'allarme quindi resta alto. Specie per le città d'arte, nel mirino di Al Qaeda. I carabinieri stanno accertando eventuali smagliature nella sicurezza di musei e altri siti. Ieri anche la Camera ha detto sì lai pacchetto Pisanu: via libera alle misure antiterrorismo. ROMA Musei, monumenti e siti archeologici romani a rischio attentato. L'allarme è circolato da tempo, è vero, ma la situazione probabilmente è più grave di quanto possa essere sembrato all'inizio. Perché se è vero che la città eterna proprio da questi suoi tesori inestimabili è in qualche modo rappresentata anche all'estero nell'immaginario collettivo, la situazione sicurezza pare più grave del previsto. E anzi il dato emergerebbe da un rapporto che i carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale stanno elaborando, veri-ficando punto per punto tutte le «falle» che potrebbero essere sfruttate da un terrorista. Il risultato? Che i «buchi» sono decisamente troppi, e che compiere un attentato in un museo di Roma sarebbe facilissimo. Nel corso dell'ultima settimana i militari dell'arte, solitamente specializzati nel ragionare in tutt'altri termini per quanto concerne la sicurezza di musei e siti archeologici, nell'ultima settimana si diceva hanno visitato una ventina di strutture museali e monumenti della Capitale passandole al setaccio. Solo per citare alcuni esempi, si parla di Musei Capitolini, Galleria Borghese, Galleria Nazionale d'Arte Modèrna, si parla del Museo etrusco di Villa Giulia, ma anche del Colosseo - più volte indicato per ovvie ragioni come il sito principe nel mirino dei terroristi - dei Fori e del complesso del Vittoriano, con l'Altare della Patria e con tutti i suoi spazi museali. Qui come altrove la sicurezza lascia molto a desiderare per la mancanza di strutture adeguate di prevenzione. Paradossalmente, meno a rischio sarebbero proprio il Colosseo o i Fori Imperiali, luoghi aperti dove l'effetto di un'esplo-sione sarebbe meno dirompente che non in uno spazio chiuso - la metropolitana di Londra o della stessa Roma, tanto per essere chiari - mentre la situazione sarebbe diversa nei musei. Fra le mancanze riscontrate dai carabinieri, figura ad esempio l'assenza dei metal detector, peraltro anche laddove le strutture sono predisposte per accogliere questo tipo di difesa. Un esempio da seguire in questo senso potrebbero essere i Musei Vaticani, assolutamente blindati. Per i quali tuttavia il pericolo potrebbe essere un altro, e cioè la lunghissima fila di turisti che costeggia le Mura in attesa dell'ingresso. La preoccupazione, dopo il ritrovamento in Gran Bretagna di un'auto abbandonata a Luton il 7 luglio, piena di bombe-bottiglia rivestite di chiodi per aumentare l'effetto devastante delle schegge, non è certamente peregrina. Un discorso che può riguardare ovviamente tutti i luoghi con grande afflusso di turisti come ad esempio la Fontana di Trevi. Tornando ai musei, non guasterebbe poi nemmeno l'utilizzo di strumenti per rilevare la presenza di esplosivi, cioè a dire il cosiddetto «naso elettronico». L'ipotesi è che i vari musei romani presto comincino a dotarsi di queste apparecchiature di prevenzione, nella speranza che questo possa servire. Appena l'altro ieri i metal detector sono stati installati ad esempio a Firenze, a Palazzo Pitti come pure a difesa del David di Michelangelo, esposto alla Galleria dell' Accademia di Firenze. La decisione è stata presa dalla soprintendenza al Polo museale di Firenze e i detector dovrebbero entrare in funzione già dalla prossima settimana. Non solo, per la Galleria dell'Accademia, visitata ogni anno da un milione di persone, si parla anche di un tunnel a raggi x.
Roma, l'arte nel mirino dei terroristi. Controlli a tappeto nei musei, obiettivi di Al Qaeda
La Camera ha approvato le misure antiterrorismo di Pisanu, che prevedono blitz in 15 province per verificare la rete degli attentatori. I carabinieri stanno accertando eventuali smagliature nella sicurezza di musei e siti archeologici romani, che sono considerati obiettivi di attacco per Al Qaeda. I musei e siti archeologici della Capitale sono stati visitati al setaccio, ma sono stati trovati molti buchi nella sicurezza. I carabinieri stanno elaborando un rapporto che rileva le falle nella sicurezza dei musei e siti archeologici, e si preoccupa che compiere un attentato in un museo di Roma sarebbe facilissimo.
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