In 10 giorni le controdeduzioni degli organizzatori, entro metà luglio la chiusura potrebbe essere definitiva Alla fine il Comune ha deciso. Divo Nerone, il musical allestito fra le polemiche sul colle Palatino, si deve fermare. Almeno in attesa del ricorso al Tar che gli organizzatori potranno presentare entro sessanta giorni, con lo scopo forse di ottenere una sospensiva del provvedimento preso nei giorni scorsi dal Dipartimento per le attività culturali - vista la mancanza dell'autorizzazione necessaria a iniziare lo spettacolo - che consenta di riprendere le repliche, in attesa di una decisione definitiva dei giudici amministrativi. Intanto però l'opera rock, già accusata di essere un flop sul fronte della vendita dei biglietti, non va in scena: già martedì sera la prima esibizione, dopo la notifica della cessazione di attività da parte dei vigili urbani, non si è tenuta. Da ieri sera alle prossime serate toccherà sempre alla polizia municipale verificare il rispetto del provvedimento, mentre maestranze sempre più preoccupate rischiano il posto di lavoro: si tratta almeno di un centinaio di lavoratori, senza contare gli accordi già presi con i tour operator per portare nella grande platea di Vigna Barberini i turisti stranieri in visita a Roma, visto che fino al sabato Divo Nerone è in inglese. Entro dieci giorni gli organizzatori del musical potranno presentare le loro controdeduzioni in merito alla mancanza delle autorizzazioni in deroga sui limiti acustici, anche se entro metà luglio il provvedimento del Comune diventerà definitivo. Un passo, quello del Campidoglio, che sancisce almeno per ora la carenza di documentazione per iniziare l'attività legata al Divo Nerone che era emersa già la sera dell'affollata anteprima, con circa 3mila ospiti, fra i quali molti vip, il 6 giugno scorso, a poche ore dal no della Commissione comunale di vigilanza locali pubblico spettacolo che aveva evidenziato diciotto irregolarità in materia di sicurezza. Allora però lo show era cominciato con due ore di ritardo dopo l'intervento della Questura che aveva consentito agli organizzatori di alzare il sipario per motivi di ordine pubblico. Il 7 giugno, riscontrando la presentazione di buona parte della documentazione mancante il giorno precedente, la stessa Commissione aveva invece dato il via libera allo svolgimento. Ma fra quelle carte, almeno secondo quanto accertato dal Comune, mancava sempre la licenza, che ha portato la Municipale alla contestazione dell'articolo 68 del Testo unico leggi di pubblica sicurezza e adesso alla cessazione dell'attività.