TIRA un'aria diversa al Museo archeologico. C'è sempre la stessa cordialità e accoglienza, ma con qualche sorriso in più. È venerdì mattina, poche ore dopo l'annuncio del Consiglio di Stato di sospendere la sentenza del Tar che tre settimane fa ha annullato la nomina di Paolo Giulierini a guida del Mann. I dipendenti avevano firmato una lettera di sostegno al direttore sospeso, ora la notizia è accolta con gioia. C'è chi fa il gesto della vittoria: «È tornato a soffiare Zefiro, finalmente » scherza qualcuno. «Gaudeamus igitur», scrive su Facebook Ilaria Barone, dipendente da 17 anni e che ultimamente vede «un museo totalmente rinnovato, soprattutto grazie a Giulierini». Dai funzionari ai custodi, dagli interni agli esterni, tutti sono al fianco del direttore: sia ora che prima, in piena tempesta. "In questi giorni - dice Maria Morisco, della Segreteria scientifica - siamo stati come soffocati da una cappa. Ora finalmente torniamo al lavoro di ottimo umore ». Si aggiunge anche la collega Rita Di Maria: «Siamo di nuovo un museo in pieno moto». Ma perché tutto questo attaccamento a Giulierini, in carica da un anno e mezzo? «Perché è un direttore che ha unito a una grande progettualità anche l'abilità di esprimere al meglio le potenzialità di questo luogo - riprende Di Maria - non che chi l'ha preceduto non ne fosse capace: certe situazioni nuove sono nate anche grazie all'autonomia del museo. Ma certamente il direttore è stato in grado di ridurre conflittualità storiche all'interno del personale, puntando su rapporti umani oltre che professionali ».Ed è questa la dichiarazione che accomuna gran parte dei dipendenti. Qualcuno, Gennaro Di Pinto, vigilante della collezione Farnese da oltre vent'anni, azzarda «È il miglior direttore mai avuto». Qualcuno fa notare come «non sia mai accaduto che al Mann ci fosse una presa di posizione compatta per il proprio direttore»: lo dice Ornella Falco, responsabile per le pubbliche relazioni del Mann. «Il museo si è riaperto al pubblico, alla città. E il sostegno di così tante persone in questi giorni ne è una prova». E se Vittorio Melini, così come i colleghi del servizio Educativo si definisce «contentissimo, dopo un iniziale sgomento», anche i collaboratori esterni non lesinano parole liete: come Daniela Savy, responsabile del progetto Obvia per la Federico II: «Da oggi siamo ancora più coesi - dichiara - e la rete cittadina creata da questa direzione è un unicum che porterà ottimi frutti». Anche in biglietteria (affidata in concessione a Coopculture assieme al bookshop) Nicoletta Caruso e Serena De Feo (che lavorano qui da 14 e 12 anni), salutano con un applauso il ritorno di Giulierini: «Siamo sicure che ha ancora tanto da dare al Mann. Insomma: un'eco di approvazioni che tocca anche le guide turistiche (una delle quali, Susy Martire, ha organizzato qualche giorno fa, assieme a Olimpia De Simone e Paola Filardi il flashmob di solidarietà al direttore) e arriva anche agli altri musei partenopei: «Abbraccio questa ottima notizia per il Mann - dice Sylvain Bellenger da Capodimonte - potremo finalmente lanciare il nostro biglietto comune. Per Napoli e per l'Italia è un bel giorno: il Paese che si conferma meritocratico e non soltanto burocratico». Felice anche Gabriel Zuchtriegel, direttore di Paestum: «Sono contentissimo per Paolo e per il suo lavoro straordinario all'Archeologico. Ho fiducia nelle istituzioni e sono sicuro che tutto questo andrà a buon fine. È importante che i musei possano continuare il proprio lavoro così come a Taranto e a Reggio, serenamente, coi propri progetti, ricerche, e piani di mostre».