SULLA cultura lo scontro con il governo è totale. Colpa, o merito, dell'assessore-vicesindaco di origine piddina Luca Bergamo, che nel settore ha sempre lavorato. Memorabili i duelli col ministro Franceschini su ogni progetto del governo incentrato su Roma e i suoi monumenti: l'inquilino del Collegio Romano propone di introdurre il biglietto per il Pantheon e il vicesindaco ormai grillino lo stoppa; ipotizza di introdurre il numero chiuso a Fontana di Trevi e l'altro vira su un semplice divieto di sosta; uno istituisce il parco archeologico del Colosseo e il secondo ricorre al Tar per smontarlo. E lo vince pure, almeno in prima battuta: spetterà ora al Consiglio di Stato stabilire chi ha ragione. Nel mezzo si registrano però diversi tentativi per rivoluzionare il sistema delle istituzioni culturali romane, con la creazione di un Polo per il contemporaneo (che riunirà Palexpò e Macro) e il riassetto dei teatri comunali. Nel frattempo Zètema viene privata delle attività di programmazione, in attesa che venga nominato il nuovo cda, dove dopo 19 anni non sederà più lo storico ad Albino Ruberti. Infine. Dopo almeno un ventennio la giunta Raggi ha cancellato il concertone di Capodanno e ora rischia pure l'Estate Romana: partita in ritardo, la gara per individuare le manifestazioni deve ancora essere chiusa.