SOLO per le mura Aureliane, che ogni tanto vengono giù, servirebbero 50 milioni di euro. Il doppio, 100 milioni, invece, basterebbero, forse, per strappare dal degrado le tante altre bellezze di Roma: fontane, palazzi, siti archeologici. Sos monumenti di Roma. A fare la conta dei "sogni" è Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni culturali durante la seduta congiunta ieri pomeriggio, delle Commissioni cultura e bilancio in vista dell'assestamento 2017. Sogni, si diceva in una città dove la manutenzione ordinaria resta al palo per mancanza di fondi e le grandi opere di restauro sono legate al buon cuore di qualche mecenate. « Il quadro è sconfortante », dice Presicce. La lista degli interventi è lunga, aggiornata di volta in volta dalla Soprintendenza: dall'Antiquarium del Celio a villa Rivaldi, dal cimitero del Verano alle necropoli romane sulla via Ostiense. «Roma è il più grande patrimonio "inaccessibile" del mondo - continua il sovrintendente archeologo. La città dove non si riesce a fare neanche la manutenzione quotidiana. Prendiamo Fontana di Trevi o la Scalinata di Trinità dei Monti da poco restaurate. Fra dieci anni saranno di nuovo nel degrado perché non si riesce a fare il minimo intervento di mantenimento. Fra dieci anni saremo di nuovo da capo. E chissà se ci sarà ancora qualcuno disposto a sborsare milioni e milioni per farle rinascere». Fa i conti davanti alle Commissioni, il sovraintendente: «Il nostro bilancio per le spese correnti è costituito da due voci, una è il contratto di Zètema, che cura ventuno musei e le attività di manutenzione di alcune aree archeologiche, e l'altra viene dalla messa a reddito dello sfruttamento del patrimonio, come l'uso delle immagini. Questi fondi, che nel 2015 per il 2016 sono stati pari a poco più di un milione, sono vincolati per legge alla manutenzione e valorizzazione del patrimonio monumentale: dovrebbe essere ordinaria, noi cerchiamo di farlo dove occorre non sempre riusciamo a intervenire come servirebbe». Metà risorse vengono utilizzate dentro le Mura e metà fuori. Con diversi ordini di priorità: rischio per i cittadini, rischio di perdita del bene, situazioni di degrado.