Un giallo. Con un mandante, la cattiva politica, e una vittima, la Siae e la tutela del diritto d'autore in Italia. Lo scontro in atto per il controllo della Società italiana degli autori e degli editori ripropone un canovaccio rituale, che vede trionfare logiche di bottega sulla buona politica e sulla trasparenza. E le dimissioni a sorpresa del presidente designato, Ivan Cecchini, democraticamente eletto dall'assemblea dei soci lo scorso 28 giugno (con 45 voti su 64) con parere favorevole della Presidenza del Consiglio dei ministri, ne sono il risultato. Dopo la bocciatura (ad opera di esponenti della maggioranza) della nomina di Cecchini in Commissione Istruzione e beni culturali del Senato, la questione Siae solleva molti dubbi. Difficile la comprensione del rapidissimo dietrofront del Governo che questa candidatura non ha sostenuto, quantomeno con efficacia. E che invece sembra seriamente orientato, senza ragioni al momento chiaramente comprensibili, a nominare un Commissario. Passo atteso a breve, sulla bontà del quale in molti si interrogano. Perché, infatti, affidare a un presidente di nomina governativa (e quindi politica) la gestione di un ente che amministra soldi di privati, con un bilancio che nel 2004 ha registrato 3,6 milioni di utile? Ma che, soprattutto, dovrà vigilare sul diritto d'autore, tutelato internazionalmente, in una fase di convergenza multimediale? Questione dunque delicatissima per autori, editori, per chi controlla giornali, reti e palinsensti radiotelevisivi. Che esige non una gestione miope e domestica, ma serietà e lungimiranza. Il rischio, infatti, è la fuga dalla Siae di grandi autori e di importanti aziende di-scografiche che minacciano di far raccogliere i pro-pri diritti da società estere o da nuove società private. Una possibilità che in queste ore si fa sempre più concreta.
DIRITTI D'AUTORE Una Siae sempre uguale...
Un giallo politico coinvolge la Siae, la società italiana degli autori e degli editori, e il presidente designato Ivan Cecchini. La sua nomina è stata bocciata dalla Commissione Istruzione e beni culturali del Senato, e il Governo sembra aver cambiato idea. La Siae gestisce soldi di privati e deve vigilare sul diritto d'autore, un tema delicato per autori, editori e chi controlla i media. La fuga dei grandi autori e delle aziende da parte della Siae è una possibilità concreta. Il presidente designato Cecchini è stato eletto dall'assemblea dei soci, ma la sua nomina è stata bocciata dalla Commissione Istruzione e beni culturali del Senato.
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