Presidente Bettoni, il futuro della Brebemi, la direttissima autostradale Brescia-Milano, si tinge finalmente di rosa? Direi proprio di sì, per due ragioni. Primo: la delibera del Cipe è giuridicamente vincolante; secondo: la stessa delibera, ai sensi dell'articolo 19 della legge 10994, contiene le linee guida per il riequilibrio economico-finanziario del piano d'investimento. Siamo soddisfatti e già oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) il Comitato esecutivo di Brebemi Spa ha deliberato la realizzazione del progetto definitivo, che vedrà la luce entro ottobrenovembre 2005. Sono convinto che saremo in grado di aprire i cantieri e avviare i lavori nella primavera del 2006. Francesco Bettoni (56 anni), presidente di Brebemi (la società a cui fa capo la concessione per il raccordo autostradale diretto Brescia-Milano), tira un sospiro di sollievo. La delibera Cipe rappresenta un solido pilastro sul quale erigere la futura autostrada, «un'opera indispensabile dice per il riscatto e il rilancio competitivo di un territorio ad alta vocazione imprenditoriale». Bettoni stima infatti che sull'asse Brescia-Milano siano dislocate oltre 400mila imprese. Presidènte, il riequilibrio dei conti si è reso necessario per coprire gli extracosti pari a 714 milioni di euro, che hanno elevato l'investimento complessivo dagli iniziali 800 milioni a oltre 1,5 miliardi. Su quali leve si agirà per coprire gli extra-costi? Gli ambiti di intervento saranno tre: il prolungamento della connessione, che attualmente è fissata in 19 anni e sei mesi, e che potrebbe arrivare fino a 34-35 anni; l'aumento dei pedaggi, che potrebbe essere nell'ordine del 25-30 rispetto al valore iniziale; il valore di rinnovo della concessione. Tutti questi aspetti saranno definiti puntalmente entro il prossimo mese di settembre. È previsto un contributo pubblico per coprire gli extra-costi? No, nel modo più assoluto. La Brebemi è la prima opera in Europa che prevede il ricorso integrale al project finan-cing. Neppure un centesimo proverrà dalle casse dello Stato. Sono tutti fondi privati. Gli extra-costi derivanti dalle opere per l'affiancamento dell'autostrada con la linea ferroviaria ad Alta velocità, pari a 320 milioni, saranno a carico vostro? Assolutamente no. Toccherà a Rfi (Rete ferroviaria italiana) e Anas risolvere il problema. Gli extra-costi a carico di Brebemi per prescrizioni imposte da ministero dell'Ambiente, Regione Lombardia e così via ammontano pertanto a 400 milioni. C'è anche il problema della Tangenziale est esterna di Milano, sulla quale dovrà confluire la Brebemi (a Melzo) e che rischia di non essere pronta ir coincidenza con l'arrivo della nuova autostrade: che fare? Da qui ad allora (i mesi per l'ultimazione della direttissima sono 31, ndr) avremo maturato una serie di ipotesi alternative in grado di sopperire a eventuali ritardi della nuova Tangenziale est (l'Anas potrebbe anticipare la costruzione del tratto interessato all'interconnessione con la Brebemi e poi cederlo alla Tem, cioè la società per le tangenziali esterne, ndr).