Arriva un momento in cui il degrado, l'abbandono, la sporcizia, il bene pubblico che si deteriora e si sbriciola, tutto questo spinge il cuore e l'anima di tanti romani di ogni età a opporsi all'orrore, a muoversi, a sostituire con la propria una mano pubblica sempre più assente e divisa nelle sue diverse declinazioni. E' quanto è accaduto agli organizzatori del Comitato «Amo Quartiere Trieste», presieduto da Barbara Lessona (Clara Datti vicepresidente) e di cui fanno parte, per esempio, l'attrice Amanda Sandrelli, il regista Dario Argento, il cantautore Edoardo Vianello. Racconta Barbara Lessona: "In due mesi di attività abbiamo marcato il territorio tutti i giorni. Abbiamo constatato che il II Municipio quasi non riesce a dialogare con Ama, Servizio Giardini, Acea, vigili urbani. Un totale scollamento che porta al collasso totale: il 21 aprile, dopo inutili segnalazioni, è crollato un pino secolare davanti alla storica scuola "Maria Ausiliatrice". E così abbiamo deciso di muoverci, di organizzarci. Il 27 Maggio abbiamo fatto ripulire completamente piazza Trasimeno con un giardiniere professionale e abbiamo regalato alla città una piazza nuova". C'è chi si è insomma stancato di lanciare solo grida di allarme, di limitarsi alla protesta e all'indignazione. Il Comitato, si legge negli appunti dell'organizzazione, si è dato un regolamento: 1) svegliare i cittadini e coinvolgerli; 2) riqualificare il verde; 3 ) creare una continuità nella pulizia delle strade attraverso volontari; 4) diventare «sentinelle» del quartiere; 5) ripristinare le regole base e evitare 60 del degrado, come le cicche gettate fuori da enoteche e birrerie che nessuno pulisce; 6) essere stanziali e continuativi per arrivare infondo alla missione. In questa storia, come le altre nate «dal basso», colpisce la totale sfiducia nella mano pubblica, l'incredulità di fronte alla divisioni burocratiche tra enti e competenze, l'amore per la Roma di un tempo sfigurata dal Brutto di questi spaventosi anni. Quella del Comitato «Amo Quartiere Trieste» è una vera battaglia di civiltà urbana. Il segno che molto, ma non tutto, è perduto, in questa disastrata Roma.