ROMA «La conflittualità tra Stato e Regioni è divenuta incontenibile». Toma a criticare la riforma federalista del Titolo V della Costituzione voluta dall'Ulivo il presidente del Senato, Marcello Pera. Lo fa durante la cerimonia del Ventaglio a Palazzo Madama, commentando una recente pubblicazione di Palazzo Madama dedicata proprio ai conflitti tra Stato e Regioni. «Dal volume afferma emerge che ci sono state 350 pronunce della Corte costituzionale in tre anni su questo tema. Significa che qualcosa non funziona e che qualcosa delle riforme a suo tempo approvate non ha funzionato». Riforme che potrebbero presto essere sostituite da quella sulla devolution voluta dall'attuale maggioranza. Ieri la commissione Affari costituzionali della Camera ha infatti dato il via libera al Ddl che riforma la seconda parte della Costituzione. Adesso il provvedimento dovrà essere approvato dall'Aula di Montecitorio in seconda lettura per poi tornare al Senato per il sì definitivo. Saranno infatti esauriti i quattro passaggi parlamentari a distanza di tre mesi l'uno dall'altro richiesti dall'articolo 138 della Costituzione per le leggi di riforma della Carta fondamentale. La Camera procederà al vaglio del Ddl a partire dal 18 settembre. «Siamo felici e molto soddisfatti» ha commentato il vicepresidente della commissione, Pietro Fontanini (Lega), per il quale il voto di ieri «indica la volontà della Cdl di andare avanti rispettando la tabella di marcia stabilita». Secondo l'esponente leghista la Cdl potrebbe arrivare al voto in Aula «nei primi giorni di ottobre». La maggioranza sarà compatta, annuncia, così come lo è stata in commissione dove l'opposizione non ha fatto ostruzionismo». Sottolinea la compattezza della Casa delle libertà e la rassegnazione del centrosinistra anche il sottosegretario alle Riforme, Nuccio Carrara, che annuncia manifestazioni in tutta Italia per rilanciare il tema delle riforme subito dopo la pausa estiva. «L'opposizione afferma l'esponente di An sperava che la Cdl si dividesse. Invece il treno delle riforme riparte». Tra i punti qualificanti del Ddl, la devolution (potestà legislativa esclusiva alle Regioni su sanità, organizzazione scolastica, polizia amministrativa regionale e locale), il premierato (elezione diretta, potere di sciogliere le Camere), il dimezzamento del numero dei parlamentari, col Senato trasformato in Camera delle Regioni. In attesa della riforma, ieri la casistica sulla litigiosità tra Stato e Regioni ricordata da Pera si è arricchita di un nuovo episodio. Su proposta del presidente Agazio Loiero, la Regione Calabria ha infatti deciso di costituirsi davanti alla Corte costituzionale nel giudizio promosso dal Consiglio dei ministri contro la legge regionale sullo spoil System. In una recente intervista, Loiero aveva paventato un possibile legame tra le minacce di morte da lui ricevute e la legge sullo spoil System varata dalla sua giunta. Per Loiero la norma, che negli ultimi quattro mesi ha portato a una settantina di nuove nomine della giunta calabrese, ha intaccato numerosi interessi costituitisi negli ultimi anni attorno alla vita e all'attività della Regione.
Federalismo;L'allarme del presidente del Senato: Troppi i conflitti tra Stato e Regioni
Il presidente del Senato, Marcello Pera, ha criticato la riforma federalista del Titolo V della Costituzione voluta dall'Ulivo. Secondo Pera, le 350 pronunce della Corte costituzionale in tre anni su questo tema indicano che qualcosa non funziona e che le riforme a suo tempo approvate non hanno funzionato. Pera ha anche criticato la legge regionale sullo spoil System varata dalla Regione Calabria, che ha portato a una settantina di nuove nomine della giunta calabrese. La commissione Affari costituzionali della Camera ha dato il via libera al Ddl che riforma la seconda parte della Costituzione, che dovrà essere approvato dall'Aula di Montecitorio in seconda lettura.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo