VERONA. L'Arsenale slitta a dopo il ballottaggio. Giovedì prossimo avrebbero dovuto essere aperte le buste con le offerte per il restauro del grande compendio asburgico. Nelle buste c'è l'offerta di Italiana Costruzioni ma dovrebbe essercene una anche di Pessina Costruzioni , ma sul sito comunale, è apparsa una nota in cui si dice che tutto è rinviato a data da destinarsi. VERONA. L'Arsenale slitta a dopo il ballottaggio. Giovedì prossimo, 22 giugno, avrebbero dovuto essere aperte le buste con le offerte per il restauro del grande compendio asburgico, nel cuore di Borgo Trento. Nelle buste c'è l'offerta di Italiana Costruzioni ma dovrebbe essercene una anche di Pessina Costruzioni, impresa nota anche per aver partecipato, tempo fa, al salvataggio del quotidiano economico l'Unità. Adesso però, sul sito comunale, è apparsa una noticina in cui si dice che tutto è rinviato a data da destinarsi. Perché? Per il combinato disposto, direbbe un avvocato, di due fatti: un nuovo ricorso al Tar presentato 9 giorni fa da Legambiente e dal Comitato Arsenale, da un lato, e una richiesta di proroga presentata da una delle imprese partecipanti (verosimilmente la Pessina) dall'altro. Il ricorso, redatto dagli avvocati Fausto Scappini e Antonio Sartori e presentato lo scorso 8 giugno, è firmato tra gli altri dalla presidente nazionale di Legambiente, Rossella Muronim, e dal promotore del comitato Arsenale, Italo Monaco. La contestazione riguarda soprattutto la famosa variante urbanistica dell'11 aprile scorso, poi approvata (nonostante un altro ricorso specifico) anche dall'amministrazione provinciale. La tesi dei ricorrenti è che il progetto di Italiana Costruzioni viola le regole sul limite degli insediamenti commerciali (quelli previsti sarebbero troppi), regole previste dal Piano di assetto territoriale (Pat) del Comune di Verona, che avrebbe dovuto a sua volta essere «variato» con apposita delibera (la variante adottata riguarda invece il Piano degli Interventi). Oltre a ciò, i ricorrenti denunciano altri numerosi vizi di illegittimità. Di qui la richiesta di sospendere immediatamente tutta la procedura, anche perché, scrivono i contestatori con un'osservazione tutta politica, «nel mese di giugno si terranno le elezioni, verrà eletto un nuovo sindaco e una sospensione degli atti gli consentirà di esaminare compitamente la questione, senza trovarsi a dover gestire situazioni che potrebbero compromettere il suo mandato». Dopo di che viene richiesto di annullare tutti i provvedimenti citati (a partire dalla variante urbanistica votata in aprile dal consiglio comunale) in quanto illegittimi. Sul secondo fronte, intanto, è arrivata una nuova richiesta di proroga dei termini, da parte del gruppo Pessina Costruzioni che chiederebbe più tempo, probabilmente per migliorare la propria proposta. Di fronte a questo attacco concentrico, per così dire, la giunta comunale sembra avere adesso due strade aperte: o lasciare chiuse le buste con le offerte, almeno fino alla sentenza del Tar (prevista per il 29 giugno, quattro giorni dopo il ballottaggio), oppure decidere una vera e propria proroga dei termini. Al momento, come detto, è comunque ufficiale che, come spiega il sito del Comune, «la prima seduta pubblica per l'espletamento della procedura di gara - fissata per il 22 giugno 2017 - è posticipata a data non ancora definita». Data che sarà comunque successiva a quella del ballottaggio elettorale del 25 giugno. Insomma, sarà faccenda nelle mani del nuovo sindaco. Ricordiamo che se sarà eletta Patrizia Bisinella, il Comune procederà ovviamente con l'iter già iniziato, mentre Federico Sboarina non ha escluso (dopo aver fatto e rifatto tutti i calcoli necessari) di pagare anche la penale milionaria prevista per bloccare l'iniziativa. Secondo il grande oppositore del progetto, Michele Bertucco, «se da una parte viene confermata la data di consegna delle offerte, già slittata una volta per il sopraggiunto interessamento di Pessina Costruzioni, dall'altro lato l'apertura delle buste, che avrebbe dovuto tenersi il 22 giugno alle 9.30 del mattino, dunque qualche giorno prima del ballottaggio, è stata rimandata a data da destinarsi. Questo significa sottolinea Bertucco - che le valutazioni di merito sull'adeguatezza delle offerte pervenute toccheranno alla prossima amministrazione».