L'uomo che curò la rinascita alla Fenice di Venezia: «Attenti alle varianti in corso d'opera. Sono pronto a dare una mano anche gratis» ROMAII sottosegretario Nicola Borio ha detto l'altro giorno: il progetto per ricostruire il teatro Petruzzelli non si tocca. Poi, secondo necessità, si potrà modificare in corso d'opera. Ma è proprio per questo, perché si interviene con correzioni e aggiustamenti a lavori iniziati, che i prezzi crescono a dismisura rispetto ai preventivi. Un esempio? La Scala di Milano costata, a opera finita, quasi il 60 in più. Un metodo - quello della variante in corso d'opera -peraltro non proprio lecito, ma che è prassi corrènte nei lavori pubblici. In questa categoria ricade anche il Petruzzelli, dato che è il settore pubblico (Stato, Regione, Provincia e Comune) che pagherà i lavori di ricostruzione, nonostante la proprietà sia della famiglia Messeni Nemagna. L'iter che si è innescato dopo il vertice di giovedì tra il sottosegretario ai Beni culturali e i vertici istituzionali pugliesi è dunque un percorso da seguire con molta attenzione: sono molti i soldi in ballo (per ora la cifra prevista è di 16 milioni e mezzo a carico dei tre enti territoriali e di 4 e mezzo a carico dello Stato, pronto però a raddoppiare l'importo); sono tanti i soggetti che volentieri assumerebbero l'incarico di eseguire i lavori; e sono anche tanti i dubbi circa la validità di un progetto redatto nel 2000 dalla soprintendenza ai Beni culturali, con un'ottica da soprintendenza, cioè architettonica, forse non adeguata alla complessità di una struttura teatrale. Comunque il Petruzzelli può contare su due precedenti importanti: la Scala e la Fenice. E' soprattutto il teatro veneziano il punto di riferimento, perché come il Petruzzelli è stato distrutto da un incendio. Solo la Fenice è risorta dalle sue ceneri in soli sette anni. Distrutto nel 96 è stato reinaugurato nel 2003. Ma il via ai lavori di ricostruzione, dopo una serie di vicende e di intoppi burocratici, fu dato solo due anni prima, nel 2001 e il miracolo ha un nome e cognome: Marco Corsini, avvocato dello Stato, ex direttore dell' ufficio legislativo del ministero dei Lavori pubblici (oggi delle Infrastrutture), un esperto delle procedure, chiamato a Venezia dal sindaco Costa. E Corsini il miracolo veneziano lo fece gratis. Pronto a ripetersi anche a Bari, se lo si vorrà: «Voglio dare una mano al Petruzzelli, anche gratis, perché la mia è una missione», confida l'avvocato. H quale, pur se defilato, l'altro pomeriggio ha partecipato all'incontro tra Bono, Vendola, Divella ed Emiliano su invito del capo deli-officio legislativo del ministero. Corsini, ovviamente, non interferisce con la vicenda barese, ma ha già messo a disposizione del ministero e dei soggetti istituzionali pugliesi il know-how dell'esperienza veneziana. Che - ricorda con orgoglio - si è chiusa quasi due anni fa con il rispetto esatto dei tempi previsti e con un aumento dei costi del 18, cifra molto al di sotto della media italiana, causato dal rigore scelto per la riproposizione degli stucchi e d elle dorature del teatro «costruito nel 700 e già una volta ricostruito nel secolo successivo dopo la distruzione causata da un altro incendio. Insomma, per il futuro del Petruzzelli, per la città di Bari e per la comunità regionale le prossime settimane saranno decisive: bisognerà sceglie i due consulenti che guideranno la ricostruzione del teatro, dopo l'allontanamento del soprintendente Gianmarco Iacobitti. E i due esperti - toccherà a Regione, Provincia e Comune, insieme nella Fondazione Petruzzelli, indicare i nomi - dovranno leggere il progetto del 2000, dovranno valutare se è adeguato alle esigenze di un teatro moderno e se i costi (quando fu redatto si contava ancora in lire) reggono ai rincari di questi anni. Intanto, però, l'Autorità di vigilanza dei lavori pubblici non ha svolto in Parlamento una relazione lusinghiera sul Petruzzelli, nel senso che ne ha denunciato le opacità del progetto redatto dalla soprintendenza pugliese, ne ha evidenziato le criticità. Anche per questo motivo Vendola, Divella ed Emiliano hanno insistito - e ottenuto - di poter visionare il progetto, fino all'altro giorno oggetto misterioso e appannaggio di pochi. E, dunque, la raccomandazione di Corsini è di non dare proprio ora un'accelerazione alla vicenda Petruzzelli, perché «sarebbe irresponsabile» andare verso l'appalto dei lavori in queste condizioni, senza aver messo in ordine le procedure, senza aver definito il progetto in tutti i suoi aspetti (quello redatto dalla soprintendenza non prevedeva gli arredi, per esempio) e senza puntualizzare nel dettaglio le modalità della gara. Un'esortazione per tutti: «Con la variante in corso d'opera si precipita inevitabilmente in un buco nero», dice Corsini. Il quale sottolinea solo un dato del teatro veneziano, i 15 milioni di euro per la macchina scenica: proprio una delle «voci» non previste dal progetto per il Petruzzelli.
Corsini: Petruzzelli, meglio fermarsi e rivedere il progetto
Il Petruzzelli di Bari è in corso di ricostruzione, con un progetto redatto nel 2000 dalla soprintendenza ai Beni culturali. Il progetto è stato oggetto di critiche e opacità, e l'Autorità di vigilanza dei lavori pubblici ha denunciato le sue criticità. Il sottosegretario Nicola Borio ha detto che il progetto non si tocca, ma che si potrà modificare in corso d'opera. L'avvocato Marco Corsini, esperto delle procedure, ha detto che la variante in corso d'opera è un metodo non lecito e che sarebbe irresponsabile accelerare la vicenda senza aver messo in ordine le procedure e definito il progetto.
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