Dopo 13 anni d'attesa, venerdì 16 riapre al pubblico l'Appartamento del Re alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, in piazza Principe Amedeo 7 a Nichelino. Un tripudio di dipinti, specchi, radiche, lacche, porcellane, stucchi, tornati alla luce dopo 10mila ore di lavoro che hanno riconsegnato l'ultimo e, forse più importante, tassello per far rivivere la reggia sabauda, patrimonio dell'umanità. Si tratta dell'abitazione pensata per Carlo Emanuele III di Savoia negli anni Trenta del 1700 e rimodernata per volere di Vittorio Amedeo III. L'intervento è stato interamente finanziato dalla Fondazione Crt, storico sostenitore del recupero della residenza, iniziato ormai 30 anni fa. E' stato realizzato in collaborazione con la Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino e riporta all'antico splendore il luogo dove il re si rifugiava dopo le battute di caccia e le feste ospitate alle porte di Torino. Sono, così, tornati a vivere gli splendidi dipinti murali di volte e pareti, boiserie dipinte e dorate, la tappezzeria novecentesca, serramenti, camini, la pavimentazione in seminato alla veneziana, i lampadari. Impossibile non alzare la testa all'insù per notare piccole chicche, come le foglie d'oro sopra le porte. L'appartamento è formato da anticamera, camera da letto, gabinetto da toeletta, piccola galleria e salotto-camera. A progettare gli ambienti, Filippo Juvarra e Giovanni Tommaso Prunotto che riunirono i migliori artisti del tempo per curare ogni aspetto. Per gli amanti dell'arte, sono da non perdere i dipinti su tela, restaurati, delle sovrapporte nell'anticamera, galleria e gabinetto da toeletta: sono firmati da Domenico Olivero. Di assoluto pregio, nel gabinetto da toeletta, i dipinti murali di Giovan Francesco Fariano. Di particolare importanza anche il recupero del pregadio nella camera da letto: fu realizzato dal celebre ebanista Pietro Piffetti. E, ancora, occorre dedicare il giusto tempo agli affreschi dei miti di Diana di Michele Antonio Milocco, alle decorazioni a grottesche con intrecci vegetali, figure cinesi e putti di Giovanni Francesco Fariano, ai trompe-l'oeil di Pietro Antonio Pozzo. Per tutto questo, si è ricorso alle più innovative tecniche di restauro: si è giunti addirittura a micro iniezioni di materiali tecnici per migliorare l'aderenza delle pitture murali. L'appartamento è visitabile dal martedì al venerdì dalle 10 alle 17,30; sabato, domenica e festivi ore 10-18,30. Biglietti d'ingresso a 12 euro, 8 il ridotto. Informazioni: tel. 0116200634.