Le aree interessate riguardano il Foro, dell'Insula Occidentalis, la Torre di Mercurio con le mura antiche, la Schola Armaturarum (crollata nel 2010), le aree sacre del tempio di Apollo, del Foro Triangolare, del Tempio di Iside e del Santuario extraurbano del Fondo Iozzino Pompei, otto cantieri di scavo: maxi indagine nel sito Aree transennate e zone off limits per i turisti. Ma stavolta crolli e pericoli non c'entrano. Tutt'altro: a Pompei si torna a scavare. In ben otto cantieri, iniziati in primavera:sette nel perimetro cittadino, uno nel suburbio meridionale. Archeologi al lavoro nel ricostruire con ancor più rigore nuovi tasselli della città sepolta nel 79, tra indagini e ricerche. Soprattutto indagando sulla storia più antica, precedente alla sua romanizzazione. È previsto, in determinate occasioni, che gli stessi specialisti spiegheranno in diretta al pubblico il progresso dei propri lavori. Le aree interessate riguardano il Foro, dell'Insula Occidentalis, la Torre di Mercurio con le mura antiche, la Schola Armaturarum (crollata nel 2010), le aree sacre del tempio di Apollo, del Foro Triangolare, del Tempio di Iside e del Santuario extraurbano del Fondo Iozzino. Di particolare rilievo nei luoghi di culto, le ricerche finalizzate a ricostruire l'aspetto del sacro e l'urbanistica della Pompei più antica. Lavori che precedono un maggior lavoro di scavo che, si prevede, provvederà all'intero dissotterramento di un'area della Regio V. "Le attività di studio e ricerca archeologica spiega Massimo Osanna, direttore generale degli scavi - costituiscono la base imprescindibile delle attività di tutela e valorizzazione, in quanto solo la conoscenza approfondita del contesto archeologico può garantirne la corretta salvaguardia nel tempo. Gli scavi in corso si concluderanno entro l'estate e i numerosissimi reperti rinvenuti saranno esposti all'Antiquarium al termine delle mostre temporanee attualmente in corso". Tre i cantieri già avviati da metà marzoaprile: l'Insula Occidentalis, la Torre di Mercurio e le relative mura, il Santuario del Fondo Iozzino. - L'Insula Occidentalis corrisponde al settore ovest di Pompei, compreso tra Porta Ercolano e Porta Marina. L'area di indagine si concentra principalmente nella Regio VI, in corrispondenza della Casa del Leone. Dalle prime indagini si è potuta confermare la presenza di un portico di considerevoli dimensioni all'esterno della linea delle mura, già indagato in età borbonica, ma del quale si erano perse le tracce. La scoperta fornisce nuovi elementi alla definizione del progetto urbanistico che caratterizzava questo versante della città con un sistema di case-villa a ridosso della cinta muraria, in posizione panoramica verso il mare, in quel periodo molto più vicino alla città rispetto a oggi. - Le antiche mura accanto la Torre di Mercurio. Sono stati riaperti due saggi già condotti nel 1927-29 da Amedeo Maiuri, per sondare le fasi più antiche della fortificazione della città ed il suo impianto urbanistico. Particolarmente interessanti sono le tracce dei solchi delle macchine da guerra. Il loro utilizzo risale addirittura all'89 aventi Cristo, per difendersi dall'attacco di Silla dell'89 avanti Cristo, durante la Gierra Sociale. - Nel Suburbio di Pompei, nel pieno centro della città moderna, sono riprese le indagini archeologiche nel Santuario del Fondo Iozzino. L'area, un tempo cava di estrazione del lapillo, indagata a più riprese a partire dal 1960, ha visto dal 2014 l'avvio di una ricerca approfondita e continuativa che ha portato alla scoperta di una ricca messe di offerte votive, con testimonianze epigrafiche in lingua etrusca che hanno gettato nuova luce sulla Pompei arcaica, restituendo quello che al momento è il più ricco repertorio di iscrizioni etrusche della Campania. Da pochi giorni sono inoltre iniziati i cantieri nei principali luoghi di culto all'interno di Pompei: il Santuario di Apollo, il Tempio di Iside e il Foro Triangolare. Lo studio degli spazi sacri, grazie ad un accordo stipulato dal Parco Archeologico di Pompei con un gruppo di Università e Istituzioni, sta consentendo una lettura nuova sull' utilizzo di questi luoghi. - Santuario di Apollo: si giunge alla quarta campagna di scavo condotta in collaborazione con l'università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli (che si affianca in parallelo all'Università Federico II anche per le ricerche nel Santuario di Atena del Foro Triangolare). Già nelle precedenti campagne era emerso un tratto di strada, presente per tutto il periodo arcaico fino a quello ellenistico, di cui si era da sempre ignorata l'esistenza in quanto scomparso nel periodo di monumentalizzazione dell'area del Foro. L'attuale scavo, invece, interesserà l'area centrale del tempio, ovvero gli spazi rituali attorno all'altare. Gli studi condotti finora hanno già fornito sorprendenti elementi relativi ai momenti rituali che dal Santuario si estendevano al Foro con l'organizzazione dei giochi in onore di Apollo. - Al Foro Triangolare gli scavi si stanno concentrando in punti diversi dell'area sacra, nell'Heroon (luogo sacro di sepoltura di Ercole, mitico fondatore della città) e all'interno del portico occidentale. A ridosso di quest'area già indagata, le nuove ricerche hanno portato alla luce un grande pozzo ovale, profondo circa 4 metri e messo, comunicante con una cisterna coperta da una volta a botte. Numerosissimi gli ex-voto rinvenuti nell'area, tra i quali una miriade di vasetti miniaturistici offerti alla dea Atena che qui presiedeva ai passaggi di status di fanciulle e fanciulli pompeiani. - Il Santuario di Iside fu l'unico tempio interamente ricostruito dopo il terremoto del 62, funesto per la città e, come tale, nella sua interezza, si restituiva agli scavatori del diciottesimo secolo, fornendo un modello chiaro dello spazio rituale di un tempio antico. - Anche il Foro è oggetto di campagne di scavo condotte in collaborazione con l'università La Sapienza di Roma, che sta concentrando le ricerche sul Capitolium (Tempio di Giove) per approfondire la storia urbana di Pompei in relazione alle trasformazioni dell'area del Foro a seguito della sua monumentalizzazione nel corso del tempo. I dati appena emersi gettano luce sul cuore della Pompei pre-romana. - La Schola Armaturarum: a poco più di 100 anni dalla sua scoperta, torna ad essere scavata. Il suo carattere pubblico militare fu fin dall'inizio chiaro per via delle grandi dimensioni e della sua decorazione (i trofei all'ingresso, poi danneggiati dal bombardamento del 1943, e le figure alate e armate che decorano le pareti). Tuttavia la sua esatta destinazione, deposito di armi o scuola di formazione della gioventù pompeiana, continua a non essere chiara. Lo scavo degli ambienti retrostanti ha come obiettivo quello di chiarire tali aspetti.
la Repubblica
9 Giugno 2017
Pompei, otto cantieri di scavo: maxi indagine nel sito
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Paolo De Luca
la Repubblica
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Bene culturale
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