Vietato non solo tuffarsi e bagnarsi, come già prevede il regolamento capitolino, da oggi e fino al 31 ottobre le fontane storiche di Roma saranno considerate monumenti intangibili. Blindate, almeno sulla carta, da ogni tentativo di scempio. L'ordinanza firmata ieri dalla sindaca Virginia Raggi proibisce di bivaccare, consumare bevande e cibi, arrampicarsi, gettare liquidi od oggetti che non siano le tradizionali monetine nelle vasche artistiche dove hanno lasciato la firma artisti del calibro di Gian Lorenzo e Pietro Bernini, Valadier o Giacomo Della Porta. Perfino sedersi sui bordi diventerà un'azione sanzionabile. Le multe andranno dai 40 ai 240 euro. «La bellezza di Roma deve essere rispettata da tutti posta su Facebook la sindaca grillina Non tolleriamo episodi contrari alle regole di decoro urbano e vogliamo tutelare il patrimonio storico, artistico e archeologico di Roma». Un provvedimento che spera di arginare non solo la cattiva abitudine di scambiare le mostre d'acqua per piscine, ma anche di preservare quelle più esposte alle barbarie della movida estiva, come le fontane di Trastevere o del rione Monti, che la mattina dopo le solenni bevute si trasformano in tristi contenitori di bottiglie. L'ordinanza comprende 40 fontane. Per esempio: la fontana di Trevi, le fontane dei Leoni, del Nettuno e della Dea Roma a piazza del Popolo, la fontana della Barcaccia a piazza di Spagna, le fontane dei Quattro Fiumi, del Moro e del Nettuno a piazza Navona, quella del Tritone a piazza Barberini, le fontane dei due mari a piazza Venezia, quella delle Naiadi a piazza della Repubblica, la fontana di piazza di Campo de' Fiori, la fontana della dea Roma in piazza del Campidoglio e la mostra dell'Acqua Paola al Gianicolo. «Applicheremo pannelli informativi su totem mobili, anche in lingue straniere», promette il Campidoglio.