LA pianta del senese adesso sotto la tutela Mibact: è la prima volta. La vittoria del Comitato dopo gli atti vandalici del passato Il primo monumento verde nella storia d'Italia, sottoposto a tutela perché ritenuto "di particolare interesse pubblico". È la sorte toccata alla Quercia delle Checche (età stimata 370 anni), la roverella posta in piena Val d'Orcia, gravemente ferita da un imperdonabile atto di vandalismo consumato il 15 agosto del 2014. Quando, secondo testimonianze raccolte fra gente del posto, "un gruppo di forestieri" fece della Quercia l'oggetto di una sessione di Tree Climbing. Il risultato fu che uno dei grandi rami, a causa della pressione, cedette all'altezza del tronco. Se ne rese necessario l'abbattimento. Uno shock per la comunità locale, ma anche per tutti coloro che passando da lì hanno conosciuto la Quercia nel suo splendore, e si sono sentiti come se la ferita inferta alla pianta avesse fatto sanguinare anche loro. Fu un passaggio durissimo per tutti coloro che amano quella Grande Madre, radicata in uno degli scorci paesaggistici più belli al mondo. E però da un male è nato un bene. Perché è emersa una sensibilità latente verso il territorio e la sua identità, che a partire dalla tutela della Quercia si è trasformata in una risorsa attiva, pronta a attivarsi in favore di altre cause che rientrino nelle azioni di tutela del patrimonio territoriale e culturale della zona. Immediatamente dopo l'incidente è stato avviato un percorso che in meno di tre anni ha portato il Ministero del Beni Culturali a riconoscere la Quercia delle Checche come un bene immobile da sottoporre a tutela. Essa è stata dichiarata "monumento verde", ciò che innerva di una nuova accezione il concetto di monumento. Che nel significato comune identifichiamo come un manufatto inanimato prodotto dalla capacità di manipolazione umana, e che invece in questo caso è un'entità naturale e vivente. Perciò si ha ragione di dire che il provvedimento del ministero sposti il confine verso una nuova cultura della tutela e cambi l'idea stessa di monumentalità. Val d'Orcia: la Quecia delle Checche è un monumento protetto Si tratta di un punto d'approdo cui ha dato un impulso decisivo la sottosegretaria del Mi.B.A.C.T., Ilaria Borletti Buitoni, che dopo una visita alla Quercia avvenuta un anno fa ha preso a cuore il dossier. Conquistata pure lei dalla Quercia. Ma è altrettanto vero che nessun approdo sarebbe stato raggiunto senza la mobilitazione dal basso di un gruppo di persone, attivate per impedire che questo capolavoro della natura andasse a morire. A dare impulso è stato il gruppo Facebook "SOS Quercia delle Checche", che ha fatto scattare da subito un clima di emergenza intorno alle condizioni della Quercia ferita, e col proprio attivismo ha fatto sì che intorno a questa causa mai diminuisse l'attenzione. Quel gruppo continua a prendersi cura del nuovo Monumento Verde, e lo fa grazie all'azione di persone che agiscono su base esclusivamente volontaria. A farsene portavoce è Nicoletta Innocenti, instancabile promotrice di questa causa. La ricordo quando, nelle settimane in cui il trauma era ancora fresco, raccontava delle critiche arrivate da alcuni esponenti della società locale: "Ci dicono che al mondo ci sono tante cause più serie e gravi di cui occuparsi, rispetto alla salute di una quercia. E io rispondo che se dovessimo pensare che c'è sempre una causa più importante al mondo, smetteremmo di occuparci di qualsiasi causa". Giusto per ricordare che il vero nemico del bene non è il male, bensì la pusillanimità.
la Repubblica
11 Giugno 2017
Val d'Orcia, la Quercia delle Checche, signora degli alberi, diventa monumento
PI
Pippo Russo
la Repubblica
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Bene culturale
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