Sicani e cretesi; fenici e greci; romani, vandali, arabi e normanni; e ancora svevi, angioini, aragonesi. E più recentemente Borboni e Savoia. Alzi la mano chi non ha messo piede e invaso Sciacca e questa parte dell'isola. Arrivando dal mare e in quel mare lasciando testimonianze. Ma ora gran parte dei tesori custoditi dalle acque per secoli e secoli, sono tornati alla luce e visibili grazie all'apertura, neanche un mese fa, del nuovo Museo del mare e delle attività marinare di Sciacca. Reperti di altissimo pregio storico e archeologico recuperati prevalentemente nei fondali dinanzi la cittadina termale, che raccontano la stessa città, il suo mare, e una civiltà passata. All'interno del complesso monumentale Fazello, sono esposti 70 anfore e reperti di diverso periodo storico dal IV-V secolo a.C. al '500 - sequestrati negli anni dalla Guardia di Finanza. In bella mostra otto antichi cannoni in bronzo e in ferro e circa 100 altri oggetti e armi recuperati dalla nave mercantile basco-genovese San Juan Parissona, naufragata nel gennaio del 1581 nella Baia di Cammordino a circa 300 metri da Coda della Volpe, il costone roccioso su cui sorge il nuovo stabilimento delle Terme. Dal relitto della nave individuata a mare negli anni Novanta provengono i due bellissimi affusti di cannoni di bronzo di oltre tre metri di lunghezza - uno marcato dallo stemma di una salamandra - vistosamente dorati e decorati con iscrizioni, così come le piccole pallottole di piombo per moschetti o archibugi e cunei utilizzati per bloccare i "mascoli". Nella nave c'erano anche due petriere in ferro, una con il mascolo (l'odierno mortaretto metallico posto dietro un cannone) ancora inserito, segno inequivocabile d'imminente combattimento. «Entrando al Museo spiega l'architetto Michele Benfari della Soprintendenza del mare si fa un tuffo nella storia che dà anche la possibilità di ammirare l'arte dei maestri ceramisti e corallari saccensi, di cui sono esposte diverse opere, compresa la statua del poeta del mare Vincenzo Licata realizzata dallo scultore Filippo Prestia ». Il museo realizzato grazie a Comune di Sciacca, Sovrintendenza del mare, Sovrintendenza ai Beni culturali, Lega Navale e Gruppi archeologici d'Italia è all'interno dell'antica chiesa dello Spasimo, in stile gotico-catalano, dove si pensa sia nato nel 1498 lo storico e teologo Tommaso Fazello. Tutta la struttura architettonica è da ammirare, con le numerose trifore e bifore, il grande portale ad arco e sull'altare maggiore della chiesa l'affresco raffigurante lo Spasimo, copia della famosa tela di Raffaello esposta al Prado. Il Museo del mare sarebbe dovuto sorgere in contrada Muciare, ma lo scorso novembre una terribile alluvione aveva sepolto nel fango i reperti già installati. Incredibilmente e la cosa in Sicilia ha quasi del miracoloso in pochissimi mesi è stata individuata e approntata un'altra sede, adesso appena inaugurata. E basterebbe questo per visitare il bel museo.