Dopo qualche mese di gestazione e silenzioso esordio, l'associazione "Insieme per i Musei" entra sulla scena culturale presentandosi alla città con una credenziale di tutto rispetto: la donazione ai Musei civici del quadro "Satiro e ninfa in un bosco", dipinto da Anselmo Govi nella prima metà del secolo scorso. È il segno tangibile dell'impegno che i suoi centotrenta iscritti si propongono di mettere in atto per sostenere l'attività museale con nuove acquisizioni, restauri, dibattiti, convegni, studi, spettacoli e iniziative didattiche. Il dipinto, una tempera su tela di un metro e 65 per uno e 15, sarà presentato al pubblico oggi alle 18 nella Sala dei Marmi del palazzo San Francesco. Dopo il saluto di Lorenzo Ferretti Garsi, presidente dell'associazione, interverranno Elisabetta Farioli, direttrice dei Musei civici, Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni culturali, il sindaco Luca Vecchi e Italo Scaietta, presidente della Federazione italiana degli amici dei musei. Spetterà quindi a Stefania Cretella, storica dell'arte e docente dell'università di Verona, illustrare l'opera di Anselmo Govi nell'ambito della temperie artistica del Novecento. La storia di questo quadro è avventurosa. Lorenzo Ferretti Garsi aveva notato la vistosa assenza di opere di Govi nella mostra Tuttoquadra che documenta nel palazzo San Francesco i più importanti artisti reggiani del secolo scorso. Incominciò, quindi, la caccia ai brani sparsi della sua produzione. Si sapeva che il dipinto "Satira e ninfa in un bosco" apparteneva alla collezione della restauratrice reggiana Angela Sormani Gorrivi, scomparsa una decina d'anni fa. Gli eredi l'avevano monetizzata affidandone la vendita a un curatore. Il Comune era riuscito poi ad acquistare quadri di Prospero Minghetti, ora conservati nei musei civici. L'associazione Insieme per i musei è riuscita, con un po' di fortuna, a scovare la tempera di Govi da un antiquario, fra Brescia e Cremona. L'acquisto, costato qualche migliaio di euro, è stato reso possibile dal contributo dello scatolificio Me.Cart di Cavriago. Si è trattato di un caso esemplare di moderno mecenatismo. L'associazione, infatti, si propone come volano della sinergia fra il pubblico e il privato. Tuttavia il suo impegno va oltre e si muove anche nella direzione indicata dalla Gazzetta di Reggio con la necessità di migliorare la visibilità, la fruibilità e l'accessibilità delle raccolte museali. «Non abbiamo i musei statali di Parma e Modena sottolinea Ferretti Garsi tuttavia abbiamo un patrimonio prezioso da valorizzare. Il nostro museo del Tricolore e del Risorgimento è un unicum. Le raccolte Spallanzani e Chierici sono un caso raro di collezioni ordinate ancora come nel Settecento e Ottocento». L'impegno dell'associazione vuole essere costruttivo. Ha scelto il nome "Insieme per i musei di Reggio Emilia" per non confondersi con gli Amici dei musei civici, il gruppo informale riunitosi qualche anno fa per contestare i famigerati "funghi" che avrebbero dovuto adornare il palazzo San Francesco restaurato dall'architetto Italo Rota. A differenza di quella, l'associazione presieduta da Ferretti Garsi è stata costituita ufficialmente con un atto notarile, ha uno statuto e prevede quote minime di adesione di trenta euro.