MILANO Scampalo pericolo per il cinema italiano. Al giro di boa di una stagione deludente al botteghino, un decreto legge approvato ieri dal Governo ha annullato l'effetto dirompente della recente sentenza della Consulta sulla legge Urbani. La Corte, valutando i ricorsi di Toscana ed Emilia Romagna, aveva infatti ritenuto illegittime quindici norme attuative del provvedimento di riforma della disciplina del cinema (Dlgs n. 282004), mettendo a rischio i finanziamenti ai progetti sotto esame e imponendo di fatto un blocco all'intera attività di sostegno all'industria cinematografica. Il motivo della "bocciatura" era il mancato esame dei decreti da parte della Conferenza Stato-Regioni, chiamata a dare un parere e in alcuni casi a decidere d'intesa. Con il provvedimento adottato ieri dal Consiglio dei ministri, viene recepita la sentenza della Consulta, mentre i decreti dichiarati illegittimi erano già stati ripristinati il giorno prima grazie al parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni. Per una volta tutti i soggetti coinvolti hanno agito rapidamente e in maniera concorde. «La sentenza non è retroattiva ricorda il direttore generale Cinema del ministero dei Beni culturali, Gaetano Blandini e dunque i fondi deliberati in giugno non venivano messi in discussione: il problema si poneva per altri film sotto esame, come quello di Marco Risi su Maradona o il progetto di Carlo Lizzani, destinati all'esame nella seduta del 30 settembre». Sotto la spinta delle associazioni di categoria, ministero e Regioni hanno trovato una via d'uscita indolore. Nella riunione del 28 luglio, la Conferenza ha infatti deciso di dare per approvati gli atti e i procedimenti già operativi, guadagnandosi l'apprezzamento degli addetti ai lavori. Nel corso dell'incontro di giovedì, il ministero ha già consegnato i nuovi decreti attuativi che recepiscono alcune modifiche resesi necessari e in questi primi mesi di attuazione della riforma, tra cui una revisione tecnica dei criteri di valutazione delle imprese cinema-tografiche (reference System). Il parere delle Regioni arriverà il 22 settembre. Sulle sale cinematografiche invece viene confermata la piena autonomia regionale. La sentenza della Corte ha infatti abrogato l'articolo 22 comma 5 del decreto legislativo di riforma, dove si prevede l'autorizzazione dello Stato per l'apertura di sale cinematografiche al di sopra di 1.800 posti. D'ora in poi. sulle sale decideranno solo le Regioni, tenute a dotarsi della necessaria legislazione. Il decreto legge approvato ieri modifica inoltre l'ordinamento della Biennale di Venezia per consentire la piena operatività della Fondazione, introducendo la possibilità della delega per la partecipazione al consiglio.
Salvi i finanziamenti a favore del Cinema - Scampato pericolo per i progetti già sotto esame
Il Governo ha approvato un decreto legge che annulla l'effetto dirompente di una sentenza della Consulta sulla legge Urbani, che aveva messo a rischio i finanziamenti ai progetti cinematografici. La sentenza aveva dichiarato illegittimi 15 norme attuative del provvedimento di riforma della disciplina del cinema, ma il Governo ha recepito la sentenza e ha ripristinato i decreti dichiarati illegittimi grazie al parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni. Il decreto legge conferma la piena autonomia regionale sulle sale cinematografiche e modifica l'ordinamento della Biennale di Venezia per consentire la piena operatività della Fondazione.
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