La ex Burgo entro l'estate tornerà ad avere l'aspetto voluto dal grande architetto. Per l'esposizione sulla storia dell'impianto bisognerà attendere un paio d'anni MANTOVA. La Cartiera ex Burgo avrà un museo della carta che racconterà anche la fabbrica sospesa di Pierluigi Nervi e la storia del suo restauro che è in corso da parte dei nuovi proprietari ProGest, in armonia con la Sovrintendenza di Brescia. L'annuncio lunedì 29 maggio al campus del Politecnico di Milano, dove per MantovArchitettura si è svolto l'evento Cantieri mantovani a cura di Maria Cristina Loi e Monica Resmini. Anna Maria Basso Bert della Sovrintendenza ha illustrato il progetto di Nervi per la cartiera di Mantova, uno dei capolavori di architettura industriale del Novecento, spiegando perché è stato posto il vincolo, appena in tempo visto che una nuova legge porterà ad almeno 70 anni di età gli edifici da tutelare, mentre la Burgo è del 1961-64. Oltre alla lunghissima fabbrica con il tetto sorretto da due enormi cavalletti in cemento armato, come fosse un ponte, la Sovrintendenza ha vincolato gli edifici in grave abbandono di inizio Novecento quali esempi interessanti di protorazionalismo, ben disegnati ma volutamente senza alcun ornamento. In realtà, ha ricordato Basso Bert, oltre a Nervi, va ricordato Gino Covre, che progettò le strutture metalliche, che per velocizzare i tempi gli furono chieste al posto di altre in calcestruzzo pensate da Nervi. L'abbinamento fu perfetto. La cartiera splendeva di notte (si lavorava 24 ore) con la luce che usciva dalle pareti di vetro tra sottili colonne. Su due lati, Nervi inserì delle fasce orizzontali parasole, che aggiungevano un elemento architettonico. Purtroppo nel 1974 un devastante incendio mandò in frantumi le vetrate, sostituite con gli attuali pannelli blu. Di cui ormai si vedono solo alcuni tratti, perché il restauro studiato con la Sovrintendenza li ha sostituiti con nuove vetrate che ricordano quelle originali. Tornerà l'effetto della fabbrica sospesa splendente. Unico elemento aggiunto per necessità, il sostegno del nuovo carro ponte, una linea orizzontale sotto il tetto. Ormai è stata tolta l'allora mitica macchina continua per la carta, e la sua tana adattata a quella nuova per il cartoncino. Le nuove vetrate, hanno confermato i progettisti Massimo Narduzzo e Giuseppe Ruscica, incaricati dalla ProGest, sono quasi finite, si aspetta solo un pezzo del macchinario così grande da dover entrar prima di richiudere il fronte. Sicuramente entro l'estate si rivedrà la cartiera riportata all'idea di Nervi. Per il museo, invece, bisognerà aspettare almeno due anni, e comunque che l'attività produttiva inizi a marciare.