Critici d'arte, scrittori, scultori e uomini politici lanciano un appello: «Salviamo le Colonne di San Lorenzo dalla sporcizia e dall'inciviltà». Arnaldo Pomodoro, Philippe Daverio, Andrea Pinketts, Aldo Nove, Stefano Zecchi, Piero Bassetti sono tutti d'accordo: «La più antica testimonianza d'arte paleocristiana e romana sotto la Madonnina va tutelata di più». Non è sotto accusa la movida, ma la maleducazione di chi lascia bottiglie, sporca con graffiti muri antichi, si siede sui basamenti delle sedici colonne di età imperiale, il sovrintendente Alberto Artioli è d'accordo con il vescovo ausiliare di Milano Erminio De Scalzi, che ha chiesto di notte di proteggere il sagrato anche con transenne. Identico l'obiettivo, molteplici le soluzioni indicate. Giovedì Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare di Milano, ha parlato di scempio di un museo a cielo aperto della città: «All'estero spesso le zone archeologiche vengono recintate e chiuse la notte, mentre fuori si protraggono fino a tardi giochi di luce e musica soffusa: perchéha incalzato il vicario episcopalenon pensare a una soluzione del genere anche per la basilica di San Lorenzo?». È una proposta che ha già raccolto il parere (personale) positivo del vicesindaco, Riccardo De Corato. E ora le notti di San Lorenzo diventano argomento di discussione tra favorevoli e contrari all'introduzione di transenne notturne. Sullo sfondo c'è l'eterno conflitto tra la Milano del divertimento e la Milano dei monumenti da tutelare. Per lo scultore Arnaldo Pomodoro sono necessari controlli più capillari da parte dei vigili: «Scritte e pezzi di vetro in terra non devono rovinare un luogo di straordinaria bellezza dice , Le multe potrebbero fare da deterrente e arginare i comportamenti incivili. Ma chiudere il sagrato, anche se solo per la notte, sarebbe un peccato». La recinzione notturna è una soluzione a cui è favorevole in manca nza d'alternative Piero Bassetti, primo presidente della Regione Lombardia: «Se intensificare la sorveglianza non porta ad alcun risultato, diventa necessario ricorrere a divieti e protezioni. I monumenti vanno maggiormente rispettati». Milano deve vincere la sua sfida contro il degrado e, soprattutto, contro il menefreghismo nei confronti delle opere d'arte: «Le Colonne di San Lorenzo sono la punta dell'icebergspiega il critico d'arte Philippe Daverio , D patrimonio artistico-ecclesiale milanese è secondo solo a quello di Roma. Ma non viene esaltato né con iniziative culturali capillari né con una segnaletica chiara né con un'illuminazione adeguata». L'assessore alla Cultura e docente d'estetica, Stefano Zecchi, fa un appello ai giovani: «È necessaria una responsabilizzazione collettivaosserva . Recintare il sagrato sarebbe un rimedio estremo umiliante per la città». Per lo scrittore Andrea Pinketts la richiesta di delimitare l'area archeologica, invece, è comprensibile: «Il problema è che San Lorenzo è una delle poche zone vive in una metropoli che si sta spegnendo». Aldo Nove, nel suo libro Milano non è Milano, parla di una metropoli che si dimentica del suo passato e sì trasforma: «Il difetto di Milano è che non sa valorizzare le sue bellezzedice . Purtroppo, però, mancano anche i luoghi di aggregazione per i giovani che così si ritrovano in un luogo che merita, come sottolinea monsignor De scalzi, più rispetto». Con un'email al Corriere della Sera Enrico Petracco, 21 anni, porta il punto di vista dei giovani: «Da assiduo frequentatore di San Lorenzo sono pienamente d'accordo con il grido d'allarme lanciato, ma recintare l'area delle amate colonne è sbagliato. Per noi ragazzi sono un luogo speciale. Anche noi intendiamo salvarle dal degrado: bisognerebbe sensibilizzare chi beve a gettare le bottiglie nei cestini e intensificare i controlli dei vigili per limitare gli schiamazzi molesti».
MILANO Un patto antidegrado per salvare San Lorenzo
I critici d'arte, scrittori, scultori e uomini politici lanciano un appello per salvare le Colonne di San Lorenzo dalla sporcizia e dall'inciviltà. Arnaldo Pomodoro, Philippe Daverio, Andrea Pinketts, Aldo Nove, Stefano Zecchi e Piero Bassetti sono tutti d'accordo che la zona debba essere tutelata. Il vescovo ausiliare di Milano Erminio De Scalzi ha chiesto di notte di proteggere il sagrato con transenne. Alcuni suggeriscono di recintare il sagrato notturnamente, mentre altri ritengono che questo sia un rimedio estremo. I giovani frequentatori di San Lorenzo sostengono che la zona debba essere protetta, ma che recintarla sia sbagliato.
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