Una decina di opere rintracciate dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico Un giro di falsi dipinti di manifattura fiorentina e senese, del XIV, XV e XVI secolo, scoperto dopo mesi di complicati accertamenti. E centinaia di opere ritrovate, per un valore di circa due milioni di euro, tra cui 82 reperti archeologici di produzione attica ed etrusca (epoca VI - IV secolo a.C.) e un pugnale di fattura araba rubato nel 1977 dal museo Stibbert. Sono alcuni dei più significativi risultati ottenuti dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio durante il 2016. I militari, coordinati dal capitano Lanfranco di Sibio, hanno presentato il bilancio di un anno di attività durante un incontro tenuto questa mattina alla biblioteca Magliabechiana degli Uffizi. Le indagini sul giro di falsi, è stato spiegato, hanno portato al sequestro di 10 opere, tra cui dipinti sull'Annunciazione e raffiguranti la Madonna col bambino, e alla denuncia per contraffazione di due italiani residenti all'estero. Secondo quanto emerso, le opere venivano invitate in Italia da un società con sede in Svizzera: realizzate in età moderna, venivano presentate all'Agenzia delle dogane e all'ufficio esportazione di Firenze come di manifattura fiorentina e senese realizzate tra il XIV e il XVI secolo, tutto per ottenere una certificazione (seppur indiretta) di autenticità. "Le indagini - commenta il capitano Disibio - hanno permesso di constatare che non solo non avevano bisogno di restauro, ma non erano coeve con la data indicata nei certificati di importazione. L'ipotesi è che l'ingresso a Firenze servisse a certificarne la datazione, oltre che ad aumentarne il pregio e il valore una volte immesse sul mercato estero". Riguardo i furti di opere d'arte, " il trend nazionale ha registrato un calo, ma la Toscana è in controtendenza con un aumento del 30 rispetto al 2015". I furti sono stati commessi nella maggior parte dei casi in edifici religiosi e case private. Tra le opere recuperate, i reperti archeologici di produzione attica ed etrusca appartenenti alla collezione del conte Napoleone Passerini Pio di Chiusi (Siena), risalente al 1862 e andata dispersa negli anni. Grande soddisfazione è stata espressa anche per il ritrovamento dal pugnale rubato dal museo Stibbert: l'arma è stata scovata presso una casa d'aste di Londra, grazie alla segnalazione di uno studioso di arte islamica.