«PAOLO è un direttore bravissimo. Stiamo vivendo soltanto una tempesta in un bicchiere d'acqua e sono sicuro che presto tornerà al suo lavoro all'Archeologico». Così Sylvain Bellenger, a capo del museo di Capodimonte, commenta la sentenza del Tar Lazio che ha annullato la nomina di cinque suoi colleghi, tra cui anche quella di Giulierini al Mann. Da Palermo gli fa eco Mauro Felicori, a un convegno sui bemni culturali. «Non so giudicare sentenze dice il direttore della Reggia di Caserta - è stata un battuta d'arresto. E quando si interrompe un processo positivo la cosa è sempre di per sé negativa». «È una battuta d'arresto assurda - prosegue Bellenger - com'è possibile, che una sentenza arrivi dopo due anni?». Tanti cittadini e curiosi fuori al belvedere della pinacoteca: si celebra la fine dei lavori al tratto del muro di cinta del Real bosco, danneggiato nel febbraio 2015 dal terreno franato per la rottura di una tubatura della centrale di climatizzazione. In un primo momento, la parte interessata era stata messa in sicurezza con dei "barbacani", demoliti all'inizio di questo mese. Intervento da 450mila euro, finanziato dal ministero dei beni culturali. Sul terrapieno messo in sicurezza, sul lato di via Miano, è intervenuto l'ingegnere Michele Candela, monitoraggio di Giosuè De Angelis, con 62 tiranti in acciaio inossidabile e fori di drenaggio. Nell'illustrare i progetti per il futuro, Bellenger torna a parlare sulla decisione del Tar, soffermandosi sul tema dell'assegnazione di incarichi dirigenziali a cittadini non italiani (mentre la Camera approvava l'emendamento "salva direttori" proprio sugli stranieri). «Siamo europei o no? - dice - impegni come quello di direttore, che sia di un museo o di un teatro, vanno contestualizzati oltre il nazionale. Insisto sull'importanza dell'Europa, sulla condivisione delle nostre culture. Questo è il futuro, come sottolineano anche le elezioni in Francia ». Una parola anche sulla sua passata esperienza all'Art Institute di Chicago: «Uno dei miei migliori amici in America era il maestro Riccardo Muti, un napoletano: dirigeva la Symphony Orchestra, poco lontano dal mio museo. Non ho mai sentito nessun americano lamentarsi della sua nazionalità per quell'ambito incarico ». Bellenger è ottimista sul futuro: «Sono sicuro che Giulierini sarà riconfermato al suo posto. Mi chiedo piuttosto come l'autore del ricorso al Tar, il neo direttore degli scavi di Ercolano Francesco Sirano sia riuscito a vincere un bando e, allo stesso tempo, opporvisi. Con queste premesse, come potrà lavorare in futuro con gli altri enti, come lo stesso Mann, o Paestum?». Giulierini ieri ancora nel suo ufficio a piazza Museo, è stato sostituito ad interim da Anna Imponente, direttrice del Polo museale campano. In serata è stato alla basilica della Sanità. E nel frattempo incassa solidarietà da cittadini e intellettuali: dalla "lettera aperta", firmata da artisti e docenti universitari, all'assegnazione del premio sulla Responsabilità Sociale Amato Lamberti, istituito dall'associazione Jonathan e da Gesco, fino all'annuncio di un flash mob il 9 giugno e della pubblicazione, oggi, di un documento a suo sostegno, firmato da tutti i dipendenti dell'Archeologico. Nel frattempo, a Capodimonte, il quartiere si stringe attorno al "suo" direttore francese. «Nessuno tocchi Bellenger - dichiara Ivo Poggiani, presidente della municipalità - le cose sono molto cambiate: abbiamo una persona che lavora attivamente per il museo e per la città, l'area respira area nuova, trasformandosi assieme alla Sanità, ad un nuovo polo turistico». Alla cerimonia partecipano anche la neo-assessora comunale al Verde Maria D'Ambrosio e il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli.