I due metal detector all'ingresso della biglietteria del Colosseo non solo non funzionano, ma danno l'impressione di non funzionare da molto tempo. I turisti che ci si imbattono mentre si avviano a entrare in uno tra gli obiettivi più probabili del terrorismo islamico in Italia, li guardano meravigliati, indecisi se passarci sotto oppure no. Chi lo fa, lo fa per gioco, e si vede benissimo, perché passa oltre e poi si guarda indietro divertito, per vedere se è successo qualcosa. Se è scattato quel beep che dovrebbe strillare l'allarme anche per la più innocua chiave d'albergo. Ma non succede mai nulla, perché i due guardiani del Colosseo sono muti come tombe. In rovina. Disattivati da chissà quanto. Come disattivate sono tutte le altre le misure di sicurezza, all'interno del Colosseo, nonostante il monumenti simbolo della Capitale sia tra i luoghi entrati nel mirino del terrorismo internazionale. A confermarlo le fotografie satellitari ritrovate nel covo del terrorista iracheno arrestato due settimane fa a Ra-madi: un luogotenente di Al Zarkawi che, secondo i reparti speciali Usa, avrebbe ammesso un piano su un progetto di attentato da compiere a Roma. Nelle immagini scaricate da Internet in possesso ora delle squadre dell'Antiterrorismo, sono evidenziati, oltre al Colosseo, l'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino e quello dell'Urbe, la Basilica di Santa Maria Maggiore e alcuni McDonald's. Una minaccia seria, che per ora cade nel vuoto, almeno al Colosseo: qui le misure di sicurezza appaiono ridotte al minimo. A cominciare dai metal detector disattivati a finire con l'assenza di controlli sul bagaglio dei turisti. Borse e zainetti, che da Londra in poi celano il sospetto di qualsiasi cosa, non vengono aperti, né sequestrati all'ingresso. Turisti e visitatori sono liberi di passeggiare con borse, marsupi, zaini, sporte di tutte le dimensioni. L'unico controllo è quello sul biglietto. I cancelli all'ingresso si aprono solo inserendo il ticket, proprio come in metropolitana. Poi nessuno viene più fermato. Nessun poliziotto. Nessun agente di guardia. Persino i gabbiotti delle informazioni, all'interno, sono vuoti e sembrano abbandonati. Solo quando si torna all'aria aperta, proprio davanti alla biglietteria, si scorge, sotto il sole, un furgoncino della polizia. All'interno due agenti, uno è al computer. L'altro, sulla porta, sorride a una ragazza.