«IL LOTTO termina sabato, dalle 20 in poi»: tre giorni per aggiudicarsi un'opera d'arte a un'asta on line. Opera che, inaspettatamente, può rivelarsi rubata o contraffatta. Viaggia sul web, in parallelo ad altri canali tradizionali, la vendita di quadri, libri, armi antiche, monete per appassionati numismatici e vasellame di epoca paleolitica e provenienza illecita. È la nuova frontiera tecnologica con la quale si confrontano i 10 carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Bari, guidati dal capitano Mariange Stefàno. «Monitoriamo tutti i siti di e-commerce specializzati e anche i cataloghi d'asta pubblicati on line - spiega -E se intercettiamo un'opera rubata, in 24 ore, grazie al supporto degli organi giudiziari, siamo in grado di rintracciarla e di individuare chi ha pubblicato l'annuncio». L'azione di contrasto alla ricettazione di opere rubate e alla vendita di beni contraffatti si muove su più livelli, dai controlli nelle esposizioni e nei piccoli mercati di antiquariato, fino all'utilizzo di una app, "iTpc", scaricabile gratuitamente su tutti i telefoni cellulari. L'applicazione, oltre a fornire indirizzi e recapiti di tutti i Nuclei di tutela italiani, ha un archivio di centinaia di foto, relative a opere rubate dal 1972 al 2016. Chiunque si imbatta in un oggetto sospetto, può scattare una foto e caricarla sulla app, ricevendo subito una risposta in caso di riscontro. La banca dati, che sulla app è ridotta rispetto alla gigantesca mole di fotografie raccolte negli anni, è l'interfaccia più utilizzata dai carabinieri specializzati. È lì, tra migliaia di denunce, che hanno confrontato il "San Leonardo", olio su tavola del 1400, rubato il 24 gennaio 1972 dalla chiesa di San Luca ad Armento (in provincia di Potenza) e ritrovato sul web, esposto "in vetrina" proprio in una vendita all'asta prevista entro tre giorni. L'opera, del valore di 80 mila euro, è stata recuperata in Liguria e sottoposta a restauro, prima di restituirla alla comunità lucana: «Sono molto emozionati e non vedono l'ora di riaverla sorride Mariange Stefàno - C'è una fortissima devozione». I luoghi di culto, si scopre curiosando nel bilancio dell'anno appena trascorso, sono tra quelli preferiti dai ladri d'arte: dal 2015 al 2016 sono diminuiti i furti in generale (da 23 a 18), ma aumentati quelli consumati all'interno di istituti religiosi e chiese (da 8 ad 11). I beni culturali ecclesiastici rappresentano una elevata percentuale del patrimonio culturale nazionale e comprendono quadri, sculture, mosaici, ostensori e calici, ma anche lbri e documenti storici. Come le 7 preziose pergamene, del valore di oltre 40 mila euro, risalenti al XIII e XV secolo, rubate dall'archivio diocesano di Conversano nel 2008 e ritrovate nei mesi scorsi proprio grazie alla banca dati. Nell'ambito di un'altra indagine sono state recuperate 3 maioliche antiche (due piatti e un boccale) risalenti al XV e XVI secolo, rubate nel 2003 dal complesso monumentale "Torre Alemanna" a Cerignola, dopo essere state riportate alla superficie durante una campagna di scavo. Prima che fossero ritrovate, al loro posto erano state sistemate delle riproduzioni. Quando i carabinieri le hanno riconsegnate, nella vetrina di esposizione è stata aggiunta la didascalia "La ferita sanata". Caccia alle opere rubate, a quelle contraffatte (sono 2.757 i beni sequestrati, per la maggior parte attribuiti falsamente ai maestri Caffé, Schifano e Pistoletto), e alle organizzazioni di tombaroli che devastano e feriscono ampie zone della Puglia: il foggiano, in particolare, ma anche il tarantino. Due le persone sorprese in flagranza nel 2017, altre 11 quelle denunciate per scavo clandestino, 450 i reperti archeologici sequestrati. Ma l'attività del Nucleo è fatta anche di prevenzione: «Vado spesso a parlare con le scolaresche - racconta il comandante Stefàno - Invito i ragazzi delle scuole superiori a segnalare casi sospetti. Sul momento nessuno parlo, ma io lascio loro il mio indirizzo mail. Puntualmente, al mio ritorno in ufficio, trovo una mail. Uno di quei ragazzi mi ha scritto tre anni dopo, annunciandomi la sua laurea in Scienza dei beni culturali».