«ERO assente per motivi familiari ». Paolo Giulierini si confida a persone a lui vicine e motiva con queste parole la sua mancata presenza mercoledì sera in città durante la visita del ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Un'assenza che è sembrata più una ripicca del direttore del Mann che una casualità. Giulierini non conferma, né smentisce: «Non ho intenzione di parlare - ripete - lo farò solo quando arriverà la sospensiva ». Mercoledì sera era stato invitato sia al teatro San Ferdinando, per il premio Matilde Serao in occasione dei 125 anni del Mattino, sia al Mann per una cena esclusiva. In entrambi i casi c'era il ministro, in entrambi i casi Giulierini ha disertato. Dal museo la spiegazione ufficiale è che «il nostro ex direttore è stato a Roma per impegni di lavoro, poi è dovuto tornare a Firenze». Fonti interne al ministero dicono invece che avrebbe voluto evitare imbarazzi a Franceschini con la sua presenza al museo fuori orario e in un contesto semiufficiale. Sarà, ma in molti hanno trovato bizzarro che Paolo Giulierini, colpito dalla sentenza del Tar del Lazio una settimana fa, non abbia mai lasciato la città, se non proprio mercoledì, giorno dell'arrivo di Franceschini. Dietro la partenza ci sarebbe l'imbarazzo per un concorso fatto male e che ha prestato il fianco ai ricorsi. E che ora gli impediscono di lavorare, in attesa del decisione del Consiglio di Stato del 15 giugno. Il ministro, dal canto suo, sembra accusare il colpo: dopo aver dichiarato fuori al San Ferdinando «Mi aspetto di incontrare Giulierini al museo», appena sa della sua assenza dice di voler andar via: «Dobbiamo scappare, è tardi». Ma poi cambia idea, e fa una visita volante alla Sezione epigrafica all'Archeologico assieme al direttore del Mattino, Alessandro Barbano, accolti dalla conservatrice capo Valeria Sampaolo. Disdetta per lui la cena nel Salone della Meridiana: si rientra a Roma. Prima di lasciare Napoli, però, Franceschini ha parole di elogio per Giulierini: «Questa nuova sezione è bellissima, un'ulteriore prova di quanto la collezione si sia arricchita, incontrando il favore enorme del pubblico. È questo grazie anche alla buona gestione del direttore ». Alla domanda se fosse ottimista o meno riguardo al suo reintegro risponde: «Certo che il Mann merita un direttore così, ma non sta a me contestare le decisioni del tribunale ». «È una sentenza sciagurata » commenta Marino Niola che interviene da Paestum dove è curatore con Gabriel Zuchtriegel della mostra "Action painting". «Non importa quale sia il tecnicismo giuridico alla sua base - riprende - si rischia di tagliare una controtendenza positiva data da questi nuovi direttori, che nei musei hanno avuto l'effetto del bacio del principe alla bella addormentata ». Lo stesso Zuchtriegel dice: «Mi auguro che Paolo torni presto al suo posto». Chi invece prende una posizione diversa è la Fp-Cgil Campania che, in una nota firmata dal segretario generale Alfredo Garzi sottolinea come resti fermo "il principio che le sentenze vanno sempre rispettate". La nota prosegue: "Non ritieniamo di esprimere particolari sensi di "gratitudine" al direttore, nei confronti del quale, nostro malgrado, abbiamo dovuto avviare un procedimento legale per l'accertamento di violazioni delle norme contrattuali che afferiscono alla sicurezza del sito e all'emanazione di atti organizzativi che deprivano ulteriormente le sale e la custodia delle già esigue risorse "pubbliche". Visto il grave deficit di organico, ha ritenuto che la cosa potesse essere compensata da reclutamenti affidati a società private, con contratti precari e a termine".