DOPO il contapassi sui sentieri, adesso è la volta del conta-teste nei borghi. Il termine tecnico è densimetro: ovvero, un sensore che misura la densità di persone per metro quadro. In concreto, piccole telecamere che da qui all'anno prossimo rileveranno il numero esatto di persone che transitano nei punti di massimo affollamento di Riomaggiore, Manarola, Vernazza, Corniglia e Monterosso. Ora per ora. La sperimentazione parte proprio mentre le Cinque Terre testano, da oggi, il primo fine settimana di numero chiuso anzi, "numero giusto", sottolineano sui sentieri. La mole di dati ricavata servirà al Parco per mettere a punto, in accordo con i sindaci dei cinque borghi, un sistema analogo per contenere e reindirizzare i flussi anche nei paesini di pescatori dalle case pastello infilzate sulle rocce, simboli di bellezza in tutto il mondo. Proprio come i contapassi sui sentieri hanno permesso di calcolare accessi, punti e orari di maggiore afflusso, per poi creare la app per Smartphone che da oggi invierà notifiche ai visitatori indicando tempi di attesa e luoghi meno congestionati. Non è un caso, che la sperimentazione dei densimetri alle Cinque Terre sia un progetto avviato con l'Università di Venezia, altro luogo preso d'assalto che cerca faticosamente di bilanciare il proprio appeal turistico con la necessità di mantenere intatta una bellezza fragile. "Al momento siamo un laboratorio pregiatissimo, guardato con interesse spiega il presidente dell'Ente Parco Vittorio Alessandro al telefono da Roma, in visita al Ministero dei Beni Culturali il governo ci osserva: l'idea è quella di capire come va la nostra sperimentazione per poi studiare se applicarla altrove". L'obiettivo dei conta-teste è quello di applicare lo stesso principio di salvaguardia messo in atto con i sentieri e trasferirlo ai borghi: per dimenticare quelle immagini di stazioni ferroviarie congestionate e di fiumane di turisti straripanti dai viottoli dei paesini da fiaba, che si ripropongono puntuali a ogni ponte o festività. "Lavoreremo con i sindaci perché si tratta di un'avvertita e comune necessità spiega Alessandro l'idea è di trasferire poi le informazioni sui borghi più congestionati anche nelle stazioni, attraverso pannelli elettronici. Quello che vogliamo evitare, una volta per tutte, è di trovarci in un sistema in cui residenti e visitatori siano due linee parallele: l'afflusso turistico deve invece diventare un vantaggio anche per i residenti. Già ora il Parco dà lavoro in appalto europeo a 100 abitanti impiegati nell'accoglienza e nella cura dei sentieri. Ma bisogna intervenire anche su un altro aspetto, spesso trascurato: la presenza anagrafica nei borghi è in caduta verticale. Ed è paradossale, per esempio, che il Comune di Riomaggiore sia in dissesto economico. Per questo ci vuole una regia comune. Una rivoluzione culturale profonda sul modo di concepire il turismo: per anni si è pensato che i territori non dovessero manifestare le proprie debolezze. Ma la fragilità è parte del bello". (erica manna)