UNA super consulente, uno dei massimi esperti e conoscitori di arte moderna e contemporanea metterà sotto la lente di ingrandimento le tele di Modigliani esposte a Palazzo Ducale. La super- investigatrice è inviata direttamente dal ministro dei Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini. Si chiama Maria Stella Margozzi, storica dell'arte e direttrice della Galleria d'Arte Moderna di Roma, nonché già alla guida del Museo Boncompagni Ludovisi. Sarà lei a provare a dirimere la controversia sui presunti falsi Modigliani, i 13 quadri esposti nell'ambito della mostra dedicata all'artista livornese e sulla quale la Procura di Genova ha aperto un'inchiesta. Il sopralluogo di Margozzi servirà ad allontanare ogni dubbio. Tant'è che in una nota, negli scorsi giorni, Palazzo Ducale e MondoMostre Skira (società organizzatrice di esposizioni a livello internazionale) hanno definito l'indagine "utile" e offrono "la massima collaborazione". L'esperta d'arte è stata interpellata dai carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale che appunto dipendono dal MiBACT ed al quale hanno segnalato la vicenda. E però la Procura, che ipotizza il reato di "violazione del codice dei beni culturali e paesaggistici", precisa che utilizzerà il parere di Margozzi come consulenza peritale. «Anche se formalmente non siamo stati noi a delegarla», osserva il procuratore capo Francesco Cozzi. Comunque, l'esperta nei prossimi giorni dovrebbe iniziare a studiare le certificazioni attestanti l'autenticità dei dipinti. Sopratutto quelli riguardanti l'effettiva paternità di Modigliani. La polemica e poi l'inchiesta della magistratura sono state sollevate dal collezionista toscano Carlo Pepi, ritenuto uno tra i massimi esperti e conoscitori di Modì. Peraltro, pure Marc Restellini, studioso francese, aveva sollevato dubbi su alcune opere. Il direttore della Pinacothèque de Paris dieci anni fa era stato il curatore a Palazzo Reale di Milano della monografica dedicata a Modigliani. L'altro ieri i carabinieri arrivati da Roma, inviati a Genova sempre dal ministero, hanno acquisito tutta la documentazione riguardante la mostra, le relative certificazioni di autenticità dei presunti falsi. Sempre nell'ambito dell'inchiesta affidata al pm Michele Stagno e coordinata dal procuratore aggiunto Paolo D'Ovidio. Seppure al momento il fascicolo sia a carico di ignoti. Va ricordato, però, che l'apertura di un'indagine è un atto dovuto, dopo la presentazione dell'esposto da parte del collezionista Pepi. Tali perplessità sarebbero supportate anche da una dichiarazione di Restellini: "Questa mostra è dubbia, l'ho segnalata alle autorità italiane non appena ho visto il contenuto. L'Istituto conosce queste opere, si tratta di falsi, disponiamo di tutta la documentazione e prove scientifiche per confermarlo. Si tratta di falsi noti per almeno un terzo dei dipinti esposti".