TUTTI pazzi per l'arte, l'arte rubata. Dalle case private, dalle chiese, dagli uffici pubblici e infine dai musei, sono centinaia le opere di piccolo e grande valore che vengono sottratte ai legittimi proprietari ogni anno per essere rivendute su un mercato parallelo illegale, una piazza soprattutto straniera, che raccoglie, non gli estimatori o gli appassionati, ma i clienti in cerca di guadagno facile. Nel 2016 in Piemonte sono stati trafugati e denunciati furti per 610 oggetti preziosi, la maggior parte sono quadri e vasellame d'antiquariato, ma ci sono anche libri antichi manoscritti, monete preziose, sculture e oggetti di culto. Con l'accrescere della sensibilità per l'arte sembra sia cresciuta anche la tendenza a comprare e collezionare beni dal valore artistico e culturale che possono rappresentare validi beni rifugio alternativi, per esempio, ai gioielli e alle pietre preziose. Il vantaggio, in effetti, è che un'opera d'arte quasi sempre mantiene nel tempo il proprio valore, se non lo accresce, ma non è patrimonio soggetto a tassazione. Quindi i facoltosi collezionisti possono custodire nel proprio salotto anche milioni di euro di valore, e ciononostante non sono tenuti a dichiararlo al fisco. Come sempre quando un mercato si fa interessante si sviluppano anche competenze delinquenziali per trarre profitti illeciti. Da qui l'aumento esponenziale di furti, anche molto ingegnosi. Case private e chiese, che sono i luoghi dove se ne contano di più, difficilmente sono dotate di sistemi di sicurezza a prova di ladro anche quando i beni che vi sono custoditi sono di grande valore. Secondo i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Torino che si occupa, per tutto il Piemonte, dell'attività di intelligence sui casi di furti di beni culturali, si tratta di un vero boom di episodi. L'attività del 2016 ha registrato complessivamente 77 persone denunciate (97,4 rispetto all'anno 2015)e il sequestro di 3.470 beni antiquariali, archivistici e librari (28 rispetto all'anno 2015). Altro reato in aumento è quello della contraffazione di opere - in particolare i pezzi di arte contemporanea che sono più facili da imitare, soprattutto per la disponibilità dei materiali, le tele e i colori, che sempre rappresentano il primo indizio di autenticità all'occhio dell'intenditore. L'attività del 2016, nel settore della contraffazione, si è conclusa con il sequestro di 68 opere false (126 rispetto al 2015) e nel campo dell'archeologia con il sequestro di 157 reperti archeologici. Le opere contraffatte devono essere obbligatoriamente distrutte, mentre quelle rubate devono essere restituite al legittimo proprietario, anche se molto spesso non è facile individuarlo in una lunga catena di compravendite che di perdono indietro nel tempo. (o.giu.)